Ci attende l’ennesima porcheria della Regione, che utilizzerà per tale scopo bandi, concorsi e qualsiasi forma di incentivo.

Da alcune settimane giungono segnalazioni circa l’apertura, a breve, di un nuovo bando regionale per la mobilità volontaria del personale infermieristico nel “Sistema” Sanitario Regionale. Non solo: tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018, è previsto un nuovo “intervento” nello stesso settore che riguarderà TUTTE le professioni sanitarie. Se ciò è vero, tutto questo avverrà precisamente a ridosso della prossima scadenza elettorale di primavera e nulla potrà fugare il dubbio (se non la certezza) che tali “manovre” saranno utilizzate al solo scopo di ottenere consensi e voti di ritorno e per continuare a perpetrare l’uso del potere a discapito degli interessi collettivi.

Sia chiaro che non mi dispiacerebbe se molti concittadini molisani potranno tornare a lavorare nella loro terra di origine invece di fare sacrifici in giro per l’Italia ma, guarda un po’, la Regione attiva le procedure precisamente nel momento in cui ci avviciniamo alle elezioni regionali e nazionali. In effetti osserviamo da tempo in quale modo vengono trattati tutti i cordoni della borsa dei vari Assessorati regionali, i quali aprono il salvadanaio solo “ad orologeria” ovvero quando i fondi pubblici sono utilizzabili quale strumento di “gestione” per sottomettere la dignità di tantissimi cittadini che obtorto collo devono passare sotto le Forche Caudine di chi manovra gli apparati a proprio uso e consumo. Prova ne è l’Area di Crisi che si trascina da anni ma “ha visto la luce” solo nei giorni scorsi, con scadenza per l’accesso agli incentivi fissata , sempre guarda un po’, al prossimo 17 novembre.

Calcolando i tempi di verifica delle domande pervenute, di valutazione dei requisiti richiesti, di fattibilità dei progetti presentati, si arriverà sicuramente e precisamente a qualche settimana prima (se non dopo) le elezioni. Vi suona la campanella nella testa, cari Cittadini??? E che dire dell’uso strumentale dei bandi del PSR, il Piano di Sviluppo Rurale, centellinati a piccoli sorsi, giusto per non far morire disidratati i poveri agricoltori che aspettano da anni i necessari incentivi ad un settore che potrebbe rappresentare l’unica prospettiva di sviluppo per l’intera regione???

Per non parlare dei bandi POR-FESR la cui programmazione è titolata 2014-2020 ma nessuno si accorge che su 7 anni di intervento ne abbiamo già persi 4 (2014-2017). Ecco come siamo ridotti: nonostante lorsignori sono stati messi al governo dai Cittadini, questi ultimi devono elemosinare quel che gli spetta di diritto. Ovvero una gestione della “cosa pubblica” che favorisca gli interessi generali e non gli interessi di qualche cravattaro che, approfittando dello stato di bisogno di migliaia di lavoratori ed imprenditori, trae un esclusivo vantaggio per perpetrare se stesso e i suoi familiari.

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