Ne ha parlato ed esaltato le peculiarità anche Repubblica.it che ha dedicato un articolo al museo santelenese del profumo, realizzato con fondi regionali qualche anno fa con il contestatissimo Art. 15 – 200 mila euro di fondi post terremoto- che l’allora presidente Iorio destinò anche al museo del profumo di Sant’Elena Sannita. Questo sconosciuto e non promosso angolo di Molise, ricco di storia, che attraverso le sensazioni olfattive potrebbe essere promosso e rivalutato.

 

 

museo del profumo big 1

SANT’ELENA E I PRIMI PROFUMIERI

Dal dopoguerra qualche santelenese inizia a trasferirsi a Roma per fare fortuna. Nella capitale vi era  maggiore possibilità di sopravvivere rispetto alla povera realtà del futuro Molise legato ancora all’Abruzzo. In molti avevano imparato l’arte della “rota”(arrotino), mutuato dalla vicina Frosolone, patria dell’artigianato dei coltelli. Con la classica bicicletta, salito sul treno il nostro primo santelenese giunge nella città capitolina e inizia a fermarsi quotidianamente nei quartieri periferici  e ad arrotare i coltelli. Da qui con il tempo, apre  una piccola bottega, dove oltre ad arrotare comincia a vendere i prodotti per la barberia, (saponette, la famosa  brillantina Linetti e piccole colonie). Dopo qualche anno è seguito dalla famiglia e dal passaparola che conduce a Roma altri santelenesi e si crea, nei primi anni 50, una vera e propria comunità di arrotini. Intanto il tempo trascorre e i santelenesi si trasformano in base alle richieste della clientela e diventano piccoli profumieri. Negli anni 60 giunge  l’exploit. I santelenesi credono nel proprio lavoro e diventano grandi profumieri acquistando locali nei quartieri e nelle vie più “in” della capitale. Oggi oltre 200 profumerie, le più importanti di Roma, sono possedute da santelenesi, legati a filo doppio con l’antica “Cameli” (Sant’Elena Sannita) loro paese di origine, dove ritornano spesso, soprattutto d’estate.

 DE PAOLA E ZOPPO

Due sono i personaggi che più di altri sono entrati nella leggenda del settore profumiero, entrambi santelenesi: Peppino De Paola e Michele Zoppo. Il primo, esile e riservato, aprì un negozietto in via della Croce negli anni del Dopoguerra, tra le critiche di molti compaesani che giudicavano la zona “poco felice”.

De Paola ebbe invece una grande intuizione, creando una vera e propria filosofia del profumiere “competente consigliere del cliente, in grado di soddisfare sempre qualsiasi richiesta”. Ben presto il suo punto vendita diventò il più rifornito d’Europa. I clienti varcarono i confini nazionali. Alla sua morte, qualche anno fa, la figlia Lucia ha ereditato un vero e proprio impero.

Michele Zoppo ha invece puntato sulla quantità dei punti vendita. Nel giro di qualche anno ne ha aperti ben dodici, attualmente gestiti dalla numerosa prole. Un impero commerciale senza eguali.

Su quasi quattrocento profumerie dell’Italia centrale campeggiano i cognomi tipicamente santelenesi: Alonzo, Armento, Cellurale, Coladangelo, De Paola, De Tollis, Di Bella, Di Gregorio, Durante, Lembo, Jannone, Muliere, Muzio, Notarmasi, Pette, Pettogrosso, Ruberto, Sergnese, Stasio, Terriaca, Verdile e Zoppo. (Fonte Giampiero Castellotti Forche Caudine)

 

IL MUSEO DEL PROFUMO DI SANT’ELENA SANNITA

Si deve proprio a questi illustri personaggi che hanno fatto la storia della profumeria capitolina e  promosso, nel corso degli anni brand innovativi dell’alta profumeria in italiana e all’estero, ad aver stimolato la realizzazione del museo del profumo nel Molise, a Sant’Elena Sannita.

Minimalista e senza grandi mezzi economici eppure è un punto di riferimento per gli appassionati e i collezionisti. Si va dalle piccole confezioni d’epoca agli attrezzi che occorrevano per realizzare le misture. Ed è il secondo in Italia dopo quello di Venezia che rappresenta l’eccellenza. Nella collezione è possibile ammirare ben 1055 pezzi di profumeria moderna e contemporanea: un viaggio visivo e sensoriale tra eleganza, design, moda e tendenza.

 

Pietro Tonti

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