di Redazione politica

Duro scontro nella conferenza dei capigruppo. Al Governatore non piace partecipare ai Consigli in presenza ma non vuol perdere 150 euro alla settimana e il numero uno di Palazzo D’Aimmo gli ribadisce: se non vieni scatta la riduzione.

Tiene botta il presidente del Consiglio regionale del Molise, Salvatore Micone, dietro la pressante richiesta del governatore Donato Toma adirato, e non poco, per dover trascorrere il martedì in aula consiliare.

Lui, il presidente della Giunta, preferirebbe continuare a partecipare alle sedute consiliari a distanza. Sul tema, le decisioni della conferenza dei capigruppo andata in scena a gennaio non si toccano e sono cristallizzate nella delibera dell’Ufficio di presidenza numero 4 dell’8 febbraio 2021.

In poche parole, nella delibera in questione, Micone, Calenda, Primiani, D’Egidio (Facciolla era assente quel giorno), si stabilisce che i consiglieri regionali che vogliono partecipare alle sedute consiliari da remoto avranno una decurtazione (la chiamano trattenuta) sul rimborso spese dell’esercizio di mandato pari a 150 euro ogni volta che si partecipa al Consiglio a distanza.

Nello specifico ogni consigliere regionale percepisce 4.500 euro esentasse come rimborso spese mensile. A conti fatti, se Toma dovesse optare per il suo desiderio di non recarsi a via IV Novembre ogni volta che c’è consiglio, facendo la media di un consiglio regionale a settimana, dovrebbe rinunciare a 600 euro mensili sul rimborso spese. Cifra che salirebbe se ci dovessero essere più sedute nell’arco di una settimana.

E Donato Toma non vuole rinunciare neppure a mezzo centesimo dei suoi 13.500 euro mensili, nei quali rientrano appunto anche le 4.500 euro di rimborso spese esentasse. Salvatore Micone però non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro: le forze politiche presenti alla Conferenza dei capigruppo di gennaio si sono espresse: i consiglieri possono optare di partecipare ai consigli regionali a distanza sapendo che, se restano comodamente seduti nei loro uffici e nelle loro case, subiranno una riduzione di 150 euro a Consiglio.

Si racconta che nella riunione post seduta, martedì scorso, Toma si sia talmente adirato da non trattenersi arrivando a simulare un gesto da far-west contro il presidente Micone che, a sua volta, non si è trattenuto dal sobbalzare anch’egli dalla sedia ricordando al presidente della Regione che il Consiglio regionale si dota di regole che valgono per tutti, anche per Donato Toma.

Insomma, nella più grave crisi del nostro paese, con un numero di morti sempre crescente, con l’assenza di servizi essenziali per la cura dei molisani, con gli ospedali chiusi, con le scelte scellerate di Toma che continua a non assumersi nessuna responsabilità sulla gestione dell’emergenza Covid come se lui fosse un semplice passacarte da 13.500 euro al mese piuttosto che il presidente della Regione, il cruccio di Donato Toma sono le 150 euro a cui dovrebbe rinunciare se nel giorno delle sedute consiliari non dovesse recarsi in aula ma partecipare in video conferenza.

Articolo precedenteGli ispettori del ministero dicono no al ‘Vietri’ di Larino centro Covid
Articolo successivo“Lotto Zero”, Testamento: Riconsiderare la presunta strategicità dell’opera. Gravi criticità ambientali, economiche e procedurali