di Teresa Maddonni

Tra le tante novità del nuovo anno ormai alle porte, una novità che riguarda i consumatori e che ha già suscitato non poche polemiche. Il mondo invaso dalla plastica richiede un’inversione di rotta e si partirà proprio dai piccoli stravolgimenti quotidiani come la messa a bando dei sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri usati per imbustare frutta e verdura. Questi infatti saranno sostituiti da shopper biodegradabili, compostabili e a pagamento. Il prezzo sarà ovviamente equo e si aggirerà intorno ai due o tre centesimi di euro.

Cifra irrisoria se si pensa alla vita del pianeta e di migliaia di animali acquatici minacciati dai sacchetti di plastica che invadono gli oceani. In Europa, stando agli ultimi dati, pare che il consumo di sacchetti di plastica che poi finiscono in mare e sulle coste si aggiri intorno ai 100 miliardi. In Italia tuttavia si è assistito a una riduzione dell’uso di buste di plastica ed è stato il primo Paese europeo ad approvare nel 2011 la legge contro le buste non compostabili. Ad oggi, anche se la misura non è rispettata in toto, in Italia la riduzione dei sacchetti di plastica è del 55%; la messa a bando riguarda anche Francia e Marocco. Altri paesi hanno introdotto tasse fisse, mentre Cipro metterà in atto la normativa europea entro il nuovo anno.

“L’innovazione ha un prezzo ed è giusto che si paghi – sottolinea Legambiente – purché il costo sia equo. E’ fondamentale continuare la strada iniziata nel 2011 dall’Italia nella lotta all’inquinamento da plastica”. ”Una novità che è stata annunciata – prosegue Legambiente – come l’ennesima stangata a discapito dei consumatori, ma per Legambiente non è corretto parlare di caro spesa”.

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