Nota stampa dell’associazione Cittadinanzattiva Molise che interviene sulla chiusura del reparto di Senologia di Isernia.

«La chiusura del reparto di Senologia di Isernia ha causato numerose reazioni di condanna e di protesta da parte dell’utenza, ma su questo servizio occorre fornire delle informazioni in modo che si possa conoscerne il funzionamento e le motivazioni della riorganizzazione».

«Innanzitutto l’atto aziendale dell’Asrem prevede la creazione della struttura semplice dipartimentale di Chirurgia Senologica e Breast Unit (Centro di Senologia) incardinato presso l’ospedale di Campobasso, individuata come Hub da cui dipendono gli Spoke di Isernia e Termoli.

Gli ospedali di Isernia e Termoli continueranno quindi ad avere un servizio di Senologia, con attività ambulatoriale dove verrà effettuata la diagnosi e la presa in carico dei pazienti, dove verrà effettuata la prevenzione e l’informazione e dove gli stessi verranno seguiti nei controlli e per tutto il percorso assistenziale. La sola attività chirurgica maggiore verrà eseguita all’ospedale di Campobasso. I pazienti verranno quindi seguiti, durante l’intero percorso, dagli stessi medici e dalle stesse strutture che li prendono in carico, osservando le procedure definite per garantire la migliore qualità e sicurezza delle prestazioni.

Premesso quanto detto, ad Isernia esiste già un servizio di Senologia (e non un reparto come indicato nelle locandine contro la chiusura affisse all’interno dell’Ospedale) il quale da più di un anno effettua una attività in regime ridotto tanto che le prenotazioni del Cup ad Isernia sono state sospese, dal 1° luglio al 14 settembre 2018, per garantire le ferie del personale medico.

Cittadinanzattiva sul tema dei tagli lineari ai servizi ha sempre disapprovato scelte che andassero a sfavore dei pazienti, sollecitando più volte una effettiva riorganizzazione dei servizi che tendesse a migliorare la fornitura e l’organizzazione degli stessi. In coerenza con quanto sempre richiesto, quest’associazione valuta positivamente questa riorganizzazione del servizio che coinvolge le diverse professionalità in un approccio multidisciplinare, con linee organizzative che definiscono le competenze e ottimizzano l’utilizzo delle risorse disponibili.

Resta comunque irrisolto il problema, più volte sollevato da quest’associazione, di un’azienda che non è ancora in grado di prevedere un piano di comunicazione efficace e capace di dialogare con i cittadini».

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