di Christian Ciarlante

Più di 4mila turisti, lo scorso week-end, hanno potuto rifarsi gli occhi ammirando l’immensa bellezza, di un gioiellino della natura, come il lago di Castel San Vincenzo. Ottima notizia?

Assolutamente sì, ma ora bisogna essere bravi a gestire un flusso di tale portata, senza subire danni collaterali. Investiamo sull’educazione al turismo per trarne profitto senza incidere negativamente sul territorio. E questo significa rispettare l’ambiente, gli abitanti del luogo, le città e tutto ciò che concerne la natura.

Chi si comporta da incivile non rispettando la meta turistica scelta, inquinando e sporcando, va sanzionato duramente, sperando che impari la lezione. Gli amministratori locali hanno l’obbligo di salvaguardare le loro perle migliori. Ben venga il turismo di qualità che crea posti di lavoro, fa girare l’economia e permette di far conoscere gli angoli più splendidi e bucolici del nostro Molise.

Ma qual è il “turista di qualità”? E’ il turista che piacerebbe a tutti, ma che non è poi così facile da trovare nella realtà. Allora non resta che concentrarsi sul viaggiatore cosmopolita che vuole un mix di opzioni: il mare associato a cultura e scoperta, ma anche gastronomia, shopping, nightlife, senza dimenticare i borghi, la montagna e i laghi. Un turista che da una maggiore propensione alla spesa, da rispetto dell’ambiente locale e preferenza per uso dei prodotti locali.

Il Molise ha ancora tanto da imparare, il settore turistico è in continua evoluzione. Le nostre carenze sono evidenti e le polemiche sono all’ordine del giorno. Vedremo che effetti avrà l’Avviso “Turismo è Cultura” 2020. Ma la strada da percorre è ancora lunga e se siamo bravi il turismo potrebbe essere una grande opportunità la nostra piccola regione.

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