di Tonino Atella
“Si svolgeranno regolarmente i prossimi appuntamenti festivi della città per sostenere economia e lavoro?”, è la domanda di tanti venafrani.
Con le contratte festività patronali alle spalle, contenute nella loro interezza tradizionale dai timori pandemici, a Venafro già si pensa e ci si interroga sui prossimi appuntamenti popolari in onore della Madonna delle Grazie il 1 e 2 luglio e per celebrare la Vergine del Carmine il 15 e 16 luglio. “Viste le limitazioni che hanno contraddistinto le festività patronali appena concluse- è l’interrogativo di molti a Venafro- si riuscirà finalmente a tornare alle tipicità festive e celebrative di sempre per i prossimi appuntamenti popolari di luglio ? Sussisteranno cioè impedimenti, divieti e limitazioni oppure si andrà verso il regolare svolgimento di tali festività, visto il favorevole andamento dei dati pandemici ?

Se cioè la situazione dei contagi continuerà a segnare punti favorevoli di contenimento, come da settimane per fortuna in atto grazie ai vaccini ed al senso di responsabilità di tanti, si tornerà gradualmente alla normalità a cominciare dalle feste popolari ? E’ questa una cosa sostanziale e della massima importanza sociale, investendo tra l’altro il lavoro di molti e l’economia in generale. C’è bisogno di lavoro a tutti i livelli e le festività popolari danno tanto in tal senso. Perciò auguriamoci sia di poter tornare alle celebrazioni storiche in onore della Madonna delle Grazie d’inizio luglio nel quartiere Colle e della Madonna del Carmine a metà mese nei pressi della Cattedrale e sia di poter fruire di tutti gli appuntamenti civili di entrambe le feste appunto a sostegno del lavoro e dell’economia in generale”.

E mentre nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più e di definitivo circa tali appuntamenti estivi venafrani, chiudiamo con gli atti finali delle festività patronali appena concluse. Dopo la celebrazione della S. Messa in Basilica, il Busto argenteo e la Testa/Reliquiario del Patrono San Nicandro e l’Urna/Reliquario di Santa Daria (mancano simulacri che ricordino San Marciano) sono rientrati dalla Basilica all’Annunziata su mezzi motorizzati e senza fedeli al seguito, date le disposizioni da covid. Ciò non ha impedito a tanti di attendere il transito del silenzioso corteo motorizzato stando sui marciapiedi e ai lati delle strade, segnandosi e pregando al passaggio dei simulacri, riposti alla fine nella Chiesa dell’Annunziata. Quindi l’ultimo atto della festa : i fuochi pirotecnici nel cielo di Venafro.Positività assoluta di tale trittico festivo patronale: la comparsa della S. Manna in Basilica nel pomeriggio del 16 giugno, primo dei tre giorni della cosiddetta “Festa di San Nicandro”, dopo una mancanza protrattasi per cinque anni ed oltre. I venafrani hanno gioito e pregato, ritenendo il fenomeno la conferma della vicinanza storica del Santo Patrono alla città, ed attendono adesso di ricevere e portare a casa qualche goccia della S. Manna che i Frati Cappuccini proveranno a prelevare nella serata odierna per distribuirla a coloro che la richiederanno.






























