di Giovanni Minicozzi
Si riunirà domani 31 marzo, in seconda convocazione, la conferenza dei 136 sindaci del Molise. L’ultima assise risale all’anno 2012 e, ovviamente, tutti gli incarichi pregressi sono decaduti. Dunque il primo atto sarà quello di eleggere i vertici della conferenza per ricostituire la governance e gli organi di rappresentanza.
In particolare dovranno essere eletti il Presidente, il vice presidente e il comitato esecutivo composto da cinque sindaci.
A meno di sorprese dell’ultima ora gli accordi raggiunti prevedono:
– il sindaco di Agnone Saia (area Pd) alla presidenza;
– il sindaco di Isernia Apollonio (centrodestra) alla vice presidenza;
– i sindaci di Campobasso Roberto Gravina ( M5S), di Termoli Francesco Roberti (F.I.), di Venafro Alfredo Ricci (lista civica ma vicino a Toma), di Larino Pino Puchetti (centrosinistra) e il Presidente Saia dovrebbero essere eletti nel comitato esecutivo.
Gli spifferi proveniente dai Palazzi della politica, però, raccontano del nervosismo di Donato Toma rispetto agli accordi raggiunti sull’organigramma.
In sostanza il governatore vorrebbe la gestione affidata a una maggioranza di centrodestra e non a sindaci poco “controllabili”.
Le ostilità maggiori sarebbero state manifestate nei confronti del sindaco di Larino da sempre schierato in favore del centro Covid al Vietri. Ma torniamo alla riunione di domani.
Come previsto dalla legge regionale istitutiva della conferenza la prima convocazione è stata di competenza del direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano.
Non è stato stato agevole poiché la convocazione è arrivata solo dopo reiterate richieste avanzate in tal senso dal sindaco di Campobasso Roberto Gravina e dal sindaco di Larino Pino Puchetti.
Perché tanta resistenza da parte di Oreste Florenzano?
Presto detto. Tra le tante competenze della conferenza dei sindaci c’è quella di poter richiedere, a maggioranza, la sostituzione del direttore generale dell’Asrem per manifesta incapacità nella gestione del servizio sanitario regionale e della pandemia.
Dunque il braccio di ferro circa la composizione degli organismi, e in particolare del comitato esecutivo, è la conseguenza dello scontro tra chi vuole difendere l’operato di Florenzano e chi, invece, vuole sostituirlo.
Il quadro è ancora confuso ma appare evidente che Toma e alcuni sindaci di centrodestra sono schierati in difesa del direttore generale mentre diversi primi cittadini di area centrosinistra insieme ai sindaci liberi da sponsor politici non vedono l’ora di mandare a casa Oreste Florenzano.
Resta invece il dubbio circa la volontà del sindaco di Campobasso Roberto Gravina rispetto alla eventuale sostituzione del vertice Asrem. Nelle prossime ore sapremo come finirà la partita e, soprattutto, attendiamo con fiducia le successive decisioni della conferenza.
A mio parere è giunta l’ora di liberare il Molise dalla pessima gestione del sistema sanitario in generale e dalla pericolosa nonché funesta gestione della pandemia.
Cari sindaci, se non ora quando?
Liberate il Molise per non apparire correi della tragedia molisana.






























