La stessa Micaela Fanelli con due ordini del giorno, uno approvato dall’Anci nazionale e uno dal Consiglio provinciale, aveva alzato il grido d’allarme rispetto al Parlamento, invitando le istituzioni a “ristabilire le condizioni d’uguaglianza per i Comuni del Molise colpiti dal terremoto”, applicando cioè l’esenzione del pagamento dell’Imu per gli immobili inagibili anche al Molise oltre che all’Abruzzo. Tuttavia a livello nazionale l’equiparazione non è stata effettuata e si è registrato un trattamento differente. Dunque i molisani dovranno pagare l’Imu sulle case inagibili, secondo la riduzione del 50% e non l’esenzione totale, come succederà ora anche per l’Emilia, oltre che per l’Abruzzo.
Sul piano nazionale, Fanelli introduce la proposta di un “programma straordinario terremoto che costituisca un insieme di misure organiche ed integrate per favorire la ripresa”. In merito allo schema di decreto-legge nazionale, afferma che “prevede molti punti positivi, tuttavia occorre una piattaforma assai più ampia per la ripresa e capace di rispondere alle enormi esigenze e soprattutto un ruolo più significativo dei Comuni. Definisce l’individuazione delle possibili fonti finanziarie – sostiene -, ma molte altre vanno rinvenute. Stabilisce il ruolo dei Presidenti delle Regioni come commissari delegati, ma non dettaglia un modello di codecisione rafforzata con i sindaci.
Prevede – continua Fanelli – prima misure per la ricostruzione degli edifici, dei beni artistici, delle scuole, in favore delle imprese, ma non ancora misure più ambiziose e strutturali, soprattutto per lo sviluppo”. Conclude: “Stiamo discutendo in Anci con i sindaci colpiti per una piattaforma di proposte verso l’Europa, il Governo e la Regione. Grazie all’esperienza del Molise, ho potuto dare molti suggerimenti, in attuazione della mia delega, soprattutto in tema di sviluppo e attività economiche. Speriamo che i tempi e l’efficacia dell’azione siano completamente diversi dai nostri. E speriamo non corrano ulteriori rischi e che tutto si avvii presto ad una normalizzazione e a una ritrovata serenità”.






























