Una decisione che, se confermata dal Parlamento, oltre ad un danno economico per editori e di riflesso per le casse legate all’informazione, pone limiti e una seria riflessione sulla trasparenza. Rendere obbligatoria una pubblicazione su di un appalto pubblico, vuol dire aprire le porte alla piena consapevolezza della liceità, dell’onestà, che si concretizzano nella correttezza istituzionale. Pur comprendendo che ormai i siti istituzionali degli enti rendono legalmente sostituita la forma esterna di pubblicazione degli atti, pur comprendendo che gli albi pretori sono on line e quindi alla mercé di una grande fetta di utenti, io ritengo che la pubblicità legale dei bandi, degli appalti… sulle testate rappresenti un servizio essenziale ed una sana abitudine per coloro che trovano nei giornali quotidiani e periodici, un motivo in più per acquistarli e conservarli. Stesso vale per radio e tv che offrono un servizio essenziale diffondendo notizie su band di gara, concorsi e pubblicazioni su appalti e aste. Per questo chiedo ai parlamentari molisani di presentare un emendamento per abrogarne la decisione.
Dott. Vincenzo Cimino
Ordine Nazionale Giornalisti






























