Indossa i panni del legale rappresentante di Donato Toma, sale in cattedra, e dispensa critiche e consigli a chiunque. Il nuovo ruolo di Quintino Pallante, che per avere l’assessorato ha dovuto giurare fedeltà al governatore Toma e soprattutto deve dimostrare la sua ferma opposizione a Michele Iorio, questo nuovo ruolo pare calzargli a pennello.
Proprio nel giorno in cui la testata giornalistica OFF ha pubblicato un articolo riguardante l’assessore regionale ai trasporti sulla restituzione alla Regione Molise di circa 100mila euro percepiti illegittimamente, Quintino Pallante si alza e parla di sanità. Sulla reale competenza politico/amministrativa nel farlo ci sono seri dubbi. Però lui lo fa. Difendendo ed esaltando la nomina di Toma commissario e giustificando i suoi atti.
Quegli atti, in particolare il Piano Operativo sanitario, finito nel mirino dell’ex presidente di Regione definito “incostituzionale” da Iorio fino al punto di “diffidare alla sua applicazione tutti gli organismi” coinvolti. Piano operativo criticato anche da Pd e 5stelle, a tal punto da richiedere un consiglio monotematico sul tema.
Per l’assessore Pallante chi non ha mai svolto il ruolo di commissario ad acta alla sanità avrebbe anche titolo a parlarne. Lui, il mai nominato Iorio, che è stato presidente e commissario “non può fare il j’accuse”. Pallante sa bene che il già politicamente morto Donato Toma trascinerà con sè, nell’oltretomba politico, i suoi più fedeli sostenitori tra cui c’è, in prima linea, proprio l’assessore ai trasporti Quintino Pallante in competizione con Vincenzo Niro per adulazione e salamelecchi.
Da persona politicamente “corretta”, si fa per dire, Pallante parla agli assenti.
Iorio infatti non è presente in aula, non può replicare alle affermazioni dell’alter ego di Donato Toma. Ed è forse questo che spinge Pallante a tirarlo in ballo sapendo che, in presenza, Iorio sarebbe in grado per competenza ed esperienza(sia dal punto di vista medico che politico) di smontare ogni virgola, punto e punto e virgola contenuta in quelle 105 pagine che distruggono la sanità molisana chiudendo l’opera già iniziata con il governo Frattura.
Così, nel governo regionale guidato da Toma dove pare siano tutti o quasi in conflitto col ruolo che ricoprono (l’assessore Calenda deve restituire alla Regione 15 mila euro alla Regione come stabilito dalla Corte dei Conti, Pallante 100mila ma a quanto pare l’ente non vuole procedere alla richiesta di restituzione, il consigliere Di Lucente si sta facendo un processo penale per malversazione ai danni dello Stato per circa 200mila euro e dove la Regione non si è costituita parte civile), in mezzo a tutto questo, Toma segna l’inizio della chiusura degli ospedali di Isernia e Termoli, chiude altri reparti al Cardarelli, ci manda a curare a Benevento, Foggia, Napoli e Vasto. E le voci a loro non gradite dovrebbero pure tacere.
Complimenti all’assessore per aver avuto il coraggio di alzarsi in aula e difendere il governatore Toma. Si è guadagnato le sue 12.500 euro mensili a discapito del diritto alla salute dei molisani.




























