L’estate in Molise? Tanti e diversi i modi per trascorrerla e tra questi ne segnaliamo quest’oggi uno decisamente particolare e senz’altro accattivante : andare per eremi, inerpicandosi per invitanti e freschi sentieri montani sterrati ma anche per tracciati strettissimi lungo ripide pareti collinari quasi verticali, tracciati sui quali si procede uno dietro l’altro non essendoci gli spazi per salire affiancati.Tra i tanti eremi presenti sul territorio molisano, ne segnaliamo in questa sede due : l’eremo di San Michele alla Foce in territorio di Castel San Vincenzo e l’eremo di Sant’Amico nella Riserva di Montedimezzo di San Pietro Avellana, entrambi cioè nel Molise dell’ovest. Partiamo -scarpe comode, abbigliamento sportivo da trekking, berretto in testa, bastone per poggiarsi ed una borraccia d’acqua fresca con cui dissetarsi- per l’accattivante ed assai suggestivo Eremo di S. Amico.

Collina piacevole, appena fuori l’abitato di San Pietro Avellana, e tracciato che invita alla camminata, confortati dalla frescura naturale del verde della zona. Chi era S. Amico ? Nacque a Camerino tra il 920 ed il 930 (non è insolito non disporre di date precise parlando di personaggi ed epoche remote) da famiglia nobile e da giovane venne affidato ad un monastero perché seguisse la vita monastica. Divenuto prete, proseguì nella vita monastica e all’età di 90 anni contribuì in prima persona alla creazione del monastero di San Pietro Avellana che nel 1025 venne dedicato a San Domenico di Sora. S. Amico vi stette a lungo nella celletta antistante sino alla morte avvenuta il 3 novembre di un anno imprecisato tra il 1040 ed il 1050. S. Amico per le tante guarigioni attribuitigli è il Patrono dei sofferenti di ernie, nonché Patrono di San Pietro Avellana e la festa civile/religiosa a lui dedicata “cade” il 3 novembre.

L’eremo a lui dedicato è meta di tanti devoti e pellegrini nel corso dell’anno, è immerso nel rigenerante verde naturale di Montedimezzo e rappresenta una camminata assolutamente da non perdere per star bene con corpo, spirito e mente. L’altro eremo molisano proposto : quello di San Michele alla Foce in territorio di Castel San Vincenzo nel massiccio mainardico. Piccolissimo edificio costruito dai monaci benedettini tra il 1027 ed il XIII sec. Consta di due ambienti : uno inferiore spoglio e un altro superiore nel quale c’è l’altare dedicato all’Arcangelo Michele. All’esterno c’è un’antichissima campana  ed è situato a 930 m l/m.

Lo si raggiunge solo a piedi, procedendo per un sentiero strettissimo lungo la parete della montagna di S. Michele, sentiero su cui si cammina uno dietro l’altro e non affiancati, per mancanza di spazi. Una volta all’eremo c’è da gustare un panorama stupendo rappresentato dal lago artificiale di Castel San Vincenzo, l’ampia area montana circostante e il massiccio delle Mainarde. Anche per l’eremo di San Michele puntuale festa civile/religiosa ogni anno, esattamente l’8 maggio con processione di fedeli che ben volentieri s’inerpicano sino all’eremo per devozione, fede, storia ed amore per l’ambiente naturale. Ed allora gente, in cammino per colline e monti  molisani “saziandovi” a volontà di aria salubre, verde naturale, storia e fede negli eremi del territorio.

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