di Redazione

Lo scorso  28 novembre,  si è tenuto l’incontro, in Regione, fra le OO.SS.  FILT-CGIL – FIT-CISL – UGL AUTOFERRO – FAISA CISAL, la società Sati SpA ed il delegato ai trasporti della regione Molise dott. Di Pardo. Nella discussione le OO.SS. presenti hanno ribadito le criticità delle fermate prive di sicurezza e i contestuali  propositi dei lavoratori del settore che hanno manifestato le loro intenzioni di non essere più disponibili nel  procrastinare l’annosa questione.  Le stesse OS.SS, inoltre, nelle more che i lavori preannunciati vengano cantierizzati e ultimati, al fine di tutelare il personale viaggiante e l’utenza del Trasporto Pubblico Locale, hanno chiesto alla Regione Molise e alla SATI  di prevedere rimodulazioni di esercizio che non penalizzi i lavoratori pendolari, studenti e  pensionati. La Regione, nella persona del delegato, sig. Di Pardo, ha preso impegni per effettuare una ricognizione congiunta con l’Anas sulla stato delle fermate del TPL, al fine di adeguarle alle prescrizioni del Codice della Strada.  Purtroppo, a fronte della richiesta delle OO.SS. di esonerare, nel frattempo, il lavoratore da eventuali onerosi risarcimenti, in caso d’incidente, c’è stato un netto rifiuto dell’azienda, la quale si è detta disponibile solo al pagamento della multa ed alla conservazione del posto, in caso di perdita di punti della patente, fino al riacquisto degli stessi. Nulla spese legali e di eventuali richieste di risarcimento danni da parte di terzi. In pratica, il lavoratore dovrebbe continuare a violare una norma di sicurezza ed, oltre alla eventuale condanna penale, dovrebbe far fronte, con proprie risorse, alle spese legali ed anche alle richieste di risarcimento. Questa situazione di pericolosità sulla direttrice più importante della nostra Regione insiste da troppo tempo e da troppo tempo è stata ignorata. Tanta indifferenza delle istituzione e delle aziende che da oltre 40 anni hanno in affidamento diretto (senza gara alcuna) il servizio di trasporto collettivo nella nostra Regione. Un servizio che, per qualità e quantità possiamo, senz’altro, definire scadente e privo di regole, è giunto il momento di intervenire, perché a pagarne le spese non possono essere sempre e comunque i lavoratori del settore ne tantomeno gli utenti. Pertanto, i lavoratori confermano l’intenzione di fermarsi solo nelle fermate a norma: Bivio Morrone, ambedue i lati, Bivio Lupara, in direzione Termoli, scalo Portocannone (ex zuccherificio), ambo i lati.

 

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