L’economia italiana è sempre più terziarizzata: se nel 1995 i servizi di mercato realizzavano il 39,3% del valore aggiunto, nel 2013 la percentuale è salita oltre la barre del 40% (40,3%, per l’esattezza).
Il Rapporto sul Terziario di mercato realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio e presentato a Roma in occasione della settima edizione del Forum dei Giovani Imprenditori conferma così che le imprese dei servizi di mercato, cioè quelle che Confcommercio rappresenta, hanno il ruolo principale, e per di più crescente nel tempo, per quanto riguarda il contributo al Pil e all’occupazione del Paese.
Non a caso, nello stesso periodo 1995-2013, l’industria è passata dal 29,1% al 23,3%. E la stessa dinamica emerge sul fronte del mercato del lavoro, con il contributo della manifattura che si contrae dal 27,1% al 22,9% e quello dei servizi di mercato che sale dal 35,6% al 42,4% facendo inoltre emergere una maggiore tenuta occupazionale tanto negli anni di crisi quanto in quelli di crescita. Per quanto riguarda invece la produttività del lavoro, il calo dell’industria non è purtroppo compensato dall’espansione dei servizi di mercato, che negli ultimi sette anni di crisi sono scesi dal 60,4% al 56,4%: si tratta purtroppo di problema tutto italiano, perché mentre la riduzione di competitività nell’industria ci accumuna agli altri Paesi, siamo i soli a perdere nell’ambito dei servizi di mercato.
Il Rapporto, infine, analizza nel dettaglio la Legge di stabilità approvata dal Governo Renzi giudicandola “troppo timida sia nei tagli di spesa che nella riduzione delle tasse” e quindi “destinata a portare troppo lentamente fuori dalle secche della bassa crescita il nostro Paese”. Pur se “condivisibile nell’impostazione generale”, il provvedimento prevede incrementi di Iva e accise che avranno inevitabili effetti depressivi su Pil e consumi: a seguito dei soli aumenti Iva l’Ufficio Studi Confcommercio prevede complessivamente 65 miliardi in meno di consumi da parte delle famiglie nel triennio 2016-2018. Mentre la crescita dei prezzi nel 2018 rispetto al 2015 sarà del 2,5%.































