di Tonino Atella

Ad asserirlo tanti pensionati del luogo, lasciati “penzoloni” per strada.

C’è una impellente ed improcrastinabile urgenza per Venafro e la sua popolazione. Creare  da parte delle istituzioni locali il Circolo della Terza Età, dove gli ambosessi avanti negli anni possono incontrarsi, ritrovarsi, parlare, confrontarsi, promuovere iniziative e rendersi così utili a loro stessi ed all’intera collettività cittadina. Di siffatta necessità parliamo col pensionato Gigino Garzia, già amministratore del Comune di Venafro nei decenni trascorsi e che “soffre” oggi per siffatta assenza. “Venafro è città positiva da una parte -attacca l’uomo- ma  povera di iniziative sull’altro fronte. Non c’è un locale dove ritrovarsi, incontrarsi e parlare, aldilà dei tavolini dei bar, di qualche panchina sui marciapiedi e di Villa Maria, cioè i giardini pubblici. Il Comune di Venafro dispone di tante strutture pubbliche non utilizzate che potrebbero servire allo scopo. Basterebbe metterle a disposizione della terza età, gettando così le premesse per tutt’altra e più fruttuosa vita da parte di quanti sono avanti negli anni. Ed invece niente ! Terza età venafrana totalmente dimenticata e lasciata a penzolare per strada, senza prospettive e senza costrutto alcuno. A nome di tant’altri coetanei d’ambo i sessi, mi permetto perciò invitare l’amministrazione comunale a dare segnali di attenzione verso quanti sono avanti negli anni adoperandosi per la disponibilità di locali idonei, accoglienti e centrali dove creare il Circolo della Terza Età, servizio indubbiamente atteso e desiderato dalla massa”. Può suggerire dove aprire siffatta realtà sociale ed associativa ? “Da quanto mi risulta il Comune di Venafro dispone di locali idonei e non utilizzati al rione Mercato, il cosiddetto salotto buono della città, per l’esattezza in piazza Vittorio Veneto. Ma andrebbe bene ospitare il Circolo della Terza Età anche alla Palazzina Liberty del rione Ciaraffella, struttura certamente bella, accogliente e idonea, o altrove se il Comune ritiene. L’importante è favorire da parte delle istituzioni pubbliche locali siffatta realtà, divenuta oggi un’autentica necessità alla luce della pochezza della vita associativa nella pur bella ed accogliente città di Venafro”. Verrà recepito “il grido d’allarme” ? Non resta che sperare ed attendere …

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