di Tonino Atella

Un buon decennio addietro l’amministrazione provinciale di Isernia deliberò la realizzazione di una struttura polivalente, ossia per attività sportive e manifestazioni socio/culturali in genere, da realizzarsi nell’area di pertinenza del Liceo Classico “Antonio Giordano” di Venafro in via Del Carmine.  Il nuovo servizio sarebbe dovuto servire prevalentemente alla scuola umanistica venafrana, allora come adesso sprovvista di palestra o di ambienti modernamente idonei ed attrezzati per le attività didattiche di natura sportiva. Si pensi che ancora oggi al Liceo Classico “Giordano” di Via Del Carmine le ore di educazione fisica e le iniziative sportive in genere si svolgono o nell’altra sede dello stesso Istituto Superiore cioè in Via Maiella o in locali dello storico edificio di via Del Carmine – un tempo convento dell’Ordine delle Carmelitane- adeguati per sopperire alle carenze strutturali in materia di sport scolastico ed iniziative connesse, o addirittura nel chiostro dello storico ex convento. In effetti tale istituto superiore venafrano -che consta di due sedi, una in Via Maiella e l’altra in Via Del Carmine-  è attrezzato di moderna, efficiente e spaziosa palestra nella sede di Via Maiella, ma è del tutto sprovvisto di servizi in ambito sportivo nell’edificio di Via Del Carmine.  Dal che appunto la decisione della Provincia d’Isernia di sopperire alla vistosa e grave carenza, attrezzando il complesso di via Del Carmine con una moderna struttura polivalente da mettere a disposizione sia della popolazione giovanile del ”Giordano” che della stessa collettività venafrana. Un nuovo servizio cioè sia per la scuola che per il mondo esterno, una volta constatata la carenza strutturale della città in fatto di sala riunione per convegni, dibattiti, mostre, teatro ect. L‘idea, indubbiamente bella e subito accolta con ampi favori a Venafro, non tardò a decollare e dall’Ente Pentro vennero anche stanziati i fondi necessari per concretizzare il tutto. Venafro e i suoi studenti già pregustavano quanto a breve sarebbe stato nella loro disponibilità. Iniziarono anche i lavori e si prese a scavare nell’area destinata alla nuova struttura, appena a sud dello storico edificio delle Carmelitane ma sempre nella zona di pertinenza del liceo “Giordano”. Subito però venne fuori  l’intoppo che purtroppo si rivelerà fatale e tale da affossare ogni cosa, in primis i sogni degli studenti umanistici venafrani. Dagli scavi  emersero infatti abbondanti testimonianze storiche di epoca romana, resti di antiche costruzioni e tant’altro che procurarono un unico e devastante effetto : il blocco di ogni ulteriore campagna di scavi, la chiusura a doppia mandata del cantiere appena aperto ed il sostanziale tramonto di realizzare quanto gli allievi umanistici venafrani aspettavano come il pane, ossia una struttura polivalente per lo sport e la cultura in genere. Venne catalogato tutto quanto rinvenuto dai primi scavi, fu messo ogni reperto in appositi cassonetti, dopodiché il cancello venne definitivamente chiuso senza più riaprire ! E i fondi della Provincia deliberati per il nuovo servizio polivalente di Venafro, ci si starà chiedendo ? A ragione furono destinati ad altro intervento pubblico in altro Comune del territorio provinciale e Venafro si ritrovò con un pugno di mosche in mano! Da allora le cose sono rimaste esattamente le stesse : ossia ilLiceo Classico “Giordano” di Via Del Carmine e l’intera collettività venafrana sprovvisti di palestra moderna e adeguata ai tempi, nonché di locali adeguati per teatro, arte e cultura in genere. Dal che appunto l’incipit di questo articolo … “Venafro, ovvero dei sogni svaniti !”.

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