Da ieri una decina di giovani africani, di età presumibile intorno ai 25 anni e provenienti da diversi Stati del centro e nord Africa, vivono ospitati in un immobile privato del centrale Corso Campano, la strada principale e nevralgica dell’abitato venafrano.
A portarli a Venafro ha provveduto una cooperativa del cassinate, ovviamente con l’avallo ministeriale e col consenso dei proprietari dell’immobile. Tali giovani, che nei prossimi giorni dovrebbero raggiungere il numero complessivo e definitivo di 15 (al momento sarebbero una decina), sono stati sistemati al terzo piano della casa in questione.
Nei piani sottostanti dello stesso immobile si trovano uno studio legale in fitto e un’abitazione di proprietà. L’arrivo di tali extracomunitari nel centro di Venafro, si ricorderà, era stato apertamente osteggiato attraverso i media da taluni residenti e proprietari di Corso Campano nonché da parte dei commercianti della stessa strada centrale cittadina, preoccupati per i possibili contraccolpi socio/economici all’indomani della sistemazione dei nuovi arrivati nel cuore dell’abitato.
“Nessuna avversione preconcetta e nessun razzismo -aveva asserito al riguardo più di qualcuno- ma sarebbe stato preferibile alloggiare tali extracomunitari in zone periferiche e non al centro di Venafro per motivi sociali, economici e tant’altro. Così come siamo per l’accoglienza di veri profughi che fuggono da guerre, fame e situazioni di pericolo, ossia per un’accoglienza con regole precise e chiare.
Quanto invece continua ad accedere in Italia, e adesso anche in Molise ed a Venafro in particolare, in tema di extracomunitari che arrivano ogni giorno appare tutt’altro che non ci convince affatto ed anzi ci preoccupa un sacco per il futuro di tutti noi”. Seguiremo da vicino la delicata situazione venutasi a creare per inquadrare meglio la sua possibile evoluzione.
Tonino Atella






























