“ DIFESA D’UFFICIO” PER IL CONSORZIO DI BONIFICA DI VENAFRO DA PARTE DEL VICE PRESIDENTE CARMINE FALCIGLIA
TRA LE RICHIESTE ALL’ENTE LA REALIZZAZIONE DI UN “PERCORSO DELLA SALUTE” PER GLI SPORTIVI.
Accorata “difesa d’ufficio” per il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, ente nel mirino dell’opinione pubblica dato il pessimo e pericoloso stato del torrente Rava, intasatissimo di roba extra e perciò potenzialmente temibile per straripamenti ed esondazioni in caso di abbondanti e continuative precipitazioni dell’autunno/inverno. Ad assumerne la difesa è il suo vice presidente, l’imprenditore agricolo Carmine Falciglia : “Data la normativa in atto -afferma l’uomo- sul Rava il Consorzio non può intervenire, per cui non sono giustificate le critiche all’ente. I tributi vanno pagati dai consorziati, a prescindere dal Rava. Se comunque l’ente viene autorizzato e finanziato per rimuovere dal Rava fogliame, erba, sterpi, rovi ed alberi, e quindi a ripulirlo, il Consorzio è in grado di farlo disponendo di attrezzature ed uomini”. I consorziati comunque insistono sul binomio indissolubile tributi-servizi e quindi sulla necessità di garantire i servizi una volta riscossi i tributi ; cosa ha da dire al riguardo ? “L’ente fa tutto quanto ricade nelle proprie competenze, garantendo i servizi base ai propri consorziati. Per il Rava ribadisco che sono altri gli enti preposti e comunque il Consorzio può a sua volta intervenire se messo nelle condizioni economiche e giuridiche per farlo”. L’altro grosso problema del mondo agricolo venafrano : la persistente presenza di tonnellate di cemento ingombranti ed inquinanti sui terreni della piana, rappresentato dalle canalette in disuso del precedente sistema irriguo ; a quando la loro rimozione ? “Convengo sulla consistenza del problema -afferma Falciglia- e come agricoltore sottolineo a mia volta che tantissimo inutile cemento sui terreni coltivati è altamente ingombrante ed inquinante. Le ex canalette dell’irrigazione a scorrimento, da anni in disuso e che assommano a diverse tonnellate, vanno rimosse. Per farlo occorre però una spesa enorme soprattutto per il loro smaltimento, onere che il Consorzio in questo momento non è in grado di affrontare. Mi auguro che quanto prima la cosa si possa fare”. Sin qui la “difesa d’ufficio” del Consorzio da parte del suo vice presidente, al quale ricordiamo il preciso impegno assunto tempo addietro ufficiosamente dall’ente ma giammai arrivato in porto : la realizzazione di un salutare, richiestissimo ed assai atteso “percorso della salute” (2 km. di sterrato attrezzati con area di sosta, fontanino, panchine ed attrezzi per esercizi a corpo libero), da realizzarsi parallelamente a via San Ormisda, strada di bonifica da anni scelta da podisti, mezzofondisti, marciatori ed amanti della passeggiata all’aria aperta quale Via dello Sport e tale ribattezzata con tanto di scritta rossa a terra. Così facendo, si allontanerebbero tanti sportivi d’ambo i sessi dalle insidie del traffico cui oggi sono costretti, garantendo loro sicurezza, tranquillità e salute. Un preciso servizio sociale a favore della collettività ! Capito vice presidente Falciglia?
Tonino Atella































