Merendine comprate al supermercato e rivendute ai compagni a un prezzo più basso rispetto agli snack della scuola. Le autorità scolastiche lo hanno punito con una sospensione di 15 giorni, la Fondazione Einaudi ha deciso di assegnargli una borsa di studio, premiandone lo spirito di iniziativa.

Il 13 dicembre, presso la sede della Fondazione Einaudi, si è svolta una piccola cerimonia nella quale è stata assegnata una borsa di studio al giovane studente di Moncalieri sospeso perché vendeva merendine. Presenti le principali televisioni nazionali. La borsa di studio? Un gesto simbolico in un Paese che sta morendo di regole e burocrazia. “La fondazione non vuole certo premiare una attività illegale, che condanniamo, ma lo spirito d’iniziativa imprenditoriale del giovane studente”, spiega il presidente della fondazione, Giuseppe Benedetto.

Per i compagni di scuola del ragazzo non è giusto premiare un comportamento illecito. Non è un messaggio corretto nei confronti dei tanti studenti che si impegnano con merito e che rispettano le regole.

“E’ comprensibile che la decisione della Fondazione Einaudi di assegnare una borsa di studio allo studente del Pininfarina, sospeso per aver venduto abusivamente merendine, susciti un certo sconcerto tra i suoi compagni”, afferma in una nota l’assessora all’Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero. “Credo infatti sia sbagliato far passare il messaggio secondo il quale non rispettare le regole viene letto come un’innovativa capacità imprenditoriale”, aggiunge Pentenero.

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