La proposta dell’esecutivo al tavolo con i sindacati per garantire una rete di sicurezza alle giovani generazioni che andranno in pensione solo con il metodo contributivo.

Il governo punta ad ampliare la platea di coloro che con il sistema contributivo, in cui ricadono completamente le generazioni più giovani, potranno andare in pensione con 63 anni e 7 mesi garantendo loro un assegno minimo di 650-680 euro. E’ la proposta presentata dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al tavolo con i sindacati che si è svolto ieri al ministero sulla cosiddetta fase due della previdenza.

L’ipotesi è di abbassare il coefficiente per il calcolo contributivo da 1,5 volte l’assegno sociale a 1,2 volte. Il tema delle pensioni dei giovani con carriere discontinue è “aperto” ma “non è urgente”, hanno sottolineato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi.

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