Rinviati a giudizio il neurologo Franco Rossi più alcuni tra gli infermieri e gli operatori socio-sanitari che lavoravano a Villa Flora nel 2014. La vicenda divenne un caso nazionale. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Isernia, Arlen Picano, con la prima udienza dibattimentale fissata al 5 febbraio prossimo. Due, invece, le singole posizioni processuali stralciate e terminate con un proscioglimento.
I Carabinieri dei Nas eseguirono, nel 2014, tredici arresti per presunti maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci. Furono coinvolti un medico, infermieri e operatori socio-sanitari. Tra questi anche Franco Rossi, medico titolare della Residenza sociale assistenziale per anziani e malati psichiatrici “Villa Flora” di Montaquila, che ospitava circa 180 persone (pazienti tra 25 e 40 anni) e di infermieri e operatori socio-sanitari. Rossi era anche il sindaco di Montaquila.
Tutto partì dalla segnalazione dei familiari di un paziente che presentava segni sul corpo. In quella circostanza i giornali parlano di ‘clinica degli orrori’. Il procuratore Albano, senza giri di parole, nella conferenza stanza dell’8 ottobre 2014, definì la villa un “lager”. Rossi fu sottoposto agli arresti domiciliari e per effetto delle legge Severino, venne sospeso di diritto dalla carica di Sindaco. Dopo quattro mesi fu messo in libertà. Rispetto alle accuse, si è sempre dichiarato innocente e convinto di dimostrare la correttezza del suo operato. Ieri è arrivata lo notizia dei rinvii a giudizio e a febbraio 2019, inizierà il processo per Rossi e i dipendenti della struttura all’epoca dei fatti.






























