La Consigliera regionale Filomena Calenda interviene sulla questione per chiedere al Comune di Campobasso ad abbattere o quantomeno a mettere in sicurezza lo stabile, in modo da vietare l’accesso ai tossicodipendenti.
“Ho appreso con preoccupazione la notizia dell’esistenza di una struttura in stato di abbandono in via Genova, frequentata quotidianamente da assuntori di sostanze stupefacenti. Una situazione allarmante visti anche i recenti fatti di cronaca nazionale avvenuti nelle ultime settimane e che hanno fatto registrare la tragica morte, nel quartiere San Lorenzo di Roma, della giovane Desireè, in un rudere abbandonato molto simile a quello che ormai a Campobasso viene denominata “casa del crack”.
Un fatto ancora più inquietante se si considera che tale struttura è ubicata in pieno centro, zona molto frequentata da famiglie e bambine. Da notizie in mio possesso la Questura ha già effettuato delle verifiche e invitato il Comune ad abbattere o quantomeno a mettere in sicurezza lo stabile, in modo da vietare l’accesso ai tossicodipendenti. Bisogna agire celermente prima che sia troppo tardi, anche perché gli agenti all’interno dell’edificio hanno già individuato bottiglie utilizzate per fumare cocaina e altro materiale per iniettarsi eroina.
Da Consigliera regionale mi assumo la responsabilità di farmi portavoce della problematica alle autorità competenti, con cui da lunedì mi metterò in contatto. Inoltre, solleciterò anche l’ente regionale affinché si faccia carico della questione. A mio parere credo sia indispensabile non sottovalutare quanto sta accadendo, abbiamo dinanzi agli occhi un luogo in cui quotidianamente i giovani si ritrovano per assumere droghe. Spero che quanto accaduto a Desireè sia da monito per tutti noi, chiamati a porre in essere azioni per contrastare tale fenomeno”.






























