“Sono stata zitta per otto anni, continuo a restare in silenzio perché sono innocente” sono state le parole dell’ex ministro Nunzia De Girolamo quando è uscita dall’aula del tribunale di Benevento dove il pm Assunta Tillo ha chiesto una condanna per 8 anni e tre mesi. Sei anni e 9 mesi invece sono stati chiesti per l’ex collaboratore della De Girolamo, Giacomo Papa, oggi consigliere giuridico del presidente della regione Molise.
Il processo è nato dal cosiddetto troncone politico dell’indagine sull’Asl di Benevento. Secondo il Gip Flavio Cusani, che dispose l’imputazione coatta per la De Girolamo, ex parlamentare del Nuovo Centro-destra, e prima ancora di Forza Italia, l’ex ministro sarebbe stata organizzatrice e promotrice di un direttorio politico partitico che avrebbe condizionato nomine e appalti. Insieme all’ex parlamentare sono state chieste altre sei condanne Tra cui i sei anni e 9 mesi per l’avvocato Giacomo Papa, già collaboratore della ex parlamentare e oggi consigliere giuridico di Donato Toma.
Ex responsabile nazionale di Forza Italia, partito che ha lasciato per via della sua contrapposizione alla politica della coordinatrice Annaelsa Tartaglione, Giacomo Papa è stato nominato consigliere giuridico del governatore del Molise il 30 gennaio 2020 e rinnovato, con decreto numero 52 di luglio scorso, fino al 31 dicembre 2020 per un compenso pari a 15mila euro oltre a Iva e cassa presidenziale e oltre al rimborso spese per un importo massimo presuntivo di 1.500 euro.
Nato a Benevento nel 1973, Papa è docente di Elementi di diritto sanitario all’Unimol dove ricopre la carica di docente anche l’attuale ministro Boccia, marito di Nunzia De Girolamo. Le accuse per l’avvocato sono quelle di concussione e associazione mentre sono decaduti i capi di imputazione di turbativa d’asta e minacce. Si attendono ora gli interventi delle parti civili e le arringhe dei difensori che proseguiranno il 29 ottobre.
Red. pol.






























