In questo modo è stata portata a termine la soluzione vecchia secondo la quale tu lavori, io nego che tu lo abbia fatto e non ti pago. Senza pagar loro lo straordinario, si pretende che questi lavoratori operino anche di domenica e nelle feste come il ferragosto. “A ciò si aggiunge che da qualche tempo sono presenti su blog locali notizie di pertinenza aziendale che presuppongono una palese violazione degli obblighi di collaborazione, buona fede, correttezza, anche ai fini del buon nome dell’azienda.” Sì, i miei amici hanno diffuse notizie di pertinenza aziendale, come quelle che ho esposto sopra, notizie che però quest’azienda dimentica che sono anche di pertinenza dei lavoratori in questione, che ne sono parte in causa.
Insomma: Questi datori di lavoro, con la scusa del segreto aziendale, pretendono che i lavoratori non si ribellino e non chiedano aiuto in esterna, così da poter meglio esercitare il diritto di schiavitù su chi, dopo aver lavorato, chiede solo quanto gli è dovuto. Parlando poi con Salvatore e Donato, ho saputo che nel ricevere il documento che vi ho rimesso, dalle mani dell’emissario della ECOJUNK, signor Antonio Zoccolillo, quest’ultimo, pare, abbia detto che è bene che a Gambatesa non ci si lamenti del come si viene pagati, perché c’è gente che avanza quattro o cinque mensilità e non si ribella.
Ma il municipio, se pur qualche volta in ritardo, paga regolarmente il servizio! Perché poi, per stessa ammissione dell’azienda della quale stiamo parlando, solo gli spazzini gambatesani non hanno diritto a quanto previsto dalla riduzione del cuneo fiscale? Chi ha intascati quei soldi? In definitiva: Oggi chiedo aiuto ancora una volta ai giornali per poter utilizzare l’unica arma che fa paura ad aziende come queste e più in generale alla criminalità organizzata, magari con giacca e cravatta. Oggi chiedo di divulgare il più possibile questa notizia per contravvenire al silenzio, unico sistema che permette a questa gente di incutere paura a chi è più debole.
Dal canto mio, visto che si è chiarito che non ci troviamo di fronte alla civiltà, nell’intento di ristabilire quella legalità violata come avviene in tanti fatti del mezzogiorno d’Italia, non mi fermerò a questo scritto ed interesserò perciò i poteri di quello Stato che giorno per giorno predica la legalità ed il fatto che il popolo non ne voglia sapere di abbandonare un’omertà che il popolo stesso, sfiduciato, considera l’unica arma di difesa. Io non ho paura! Non sono Placido Rizzotto, ne Peppino impastato ne voglio diventarlo. Se questa però è la strada per vedere fino a che punto veniamo presi in giro, ben venga. Noi combattiamo: A voi Chiediamo Una Mano.































