di T.A.
Il 27 dicembre 1963 il Molise si staccava dall’Abruzzo e andava a formare la ventesima regione italiana. Questa scissione si concretizzò con l’art. 1 della legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963, in cui comparivano per la prima volta venti regioni. Ma prima che ciò accadesse, le due regioni rappresentavano un unicum territoriale, infatti la regione fino al 1963 si chiamava proprio «Abruzzi e Molise». Dopo un divorzio durato 60 anni il Molise vorrebbe tornare negli Abruzzi. Oggi una parte della popolazione si sta dando da fare per fondersi con la comunità abruzzese. Un obiettivo da raggiungere gradualmente, cominciando con l’annessione della Provincia di Isernia, anche se bisogna fare i conti con quella politica che non sembra condividere tale posizione. Ma il Comitato “Per la provincia di Isernia con l’Abruzzo” è sempre pronto a perseguire il proprio obiettivo attraverso la raccolta di 5mila firme, necessarie per indire un apposito referendum. Più di 4mila finora le adesioni alla petizione, partita il 9 marzo scorso. “L’idea dell’aggregazione della provincia di Isernia all’Abruzzo nasce dalla costatazione dell’assenza di prospettive per una Regione troppo piccola per consentire al relativo apparato politico-amministrativo di governare utilmente- spiegano dal Comitato promotore – Insomma, dopo sessant’anni dalla separazione il panorama socio economico di Abruzzo e Molise è decisamente cambiato. “I cugini abruzzesi sono saldamente ancorati ai parametri dell’Italia centrale mentre noi scivoliamo sempre più in basso nelle classifiche delle regioni meridionali, occupando gli ultimissimi posti – chiosano i rappresentanti del Comitato. Mancanza di posti di lavoro, un sistema universitario ridotto ai minimi termini soprattutto in provincia di Isernia, una fiscalità non più sostenibile che induce le persone a trasferire altrove la propria residenza in un quadro che rischia persino di peggiorare con l’autonomia differenziata”.






























