Una decisione che coglie di sorpresa considerando il reparto, annunciato con toni trionfalistici dal governo regionale, è entrato in funzione, e neppure a pieno regime, soltanto il 13 ottobre scorso, guarda caso, pochi giorni prima delle scorse elezioni regionali.
Cosa è successo da allora? Come mai la convenzione con il centro romano, in fretta e furia, è stata revocata dalla Regione Molise? E, soprattutto, quanto è costata tutta questa operazione ai contribuenti molisani?”
Interviene così il consigliere regionale Cristiano Di Pietro che, in merito all’annunciata chiusura del Bambino Gesù di Larino, ha presentato quest’oggi un’interrogazione a risposta scritta e orale, indirizzata al presidente della giunta Iorio, all’assessore alla Sanità Di Sandro e, per conoscenza, al direttore generale dell’Asrem Percopo.
“L’accordo per la nascita del centro di pediatria di I° livello presso il Vietri di Larino – ricorda Di Pietro nel testo dell’interrogazione – fu siglato nel mese di gennaio 2011 alla presenza di Michele Iorio, presidente della regione e commissario alla sanità, Isabella Mastrobuono, sub commissario, Giuseppe Profiti, presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù e Angelo Percopo, direttore dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise.
Sembra però – da quanto appreso dagli organi di informazione – che tale convenzione non fu bene accolta dal tavolo tecnico nazionale che, già ad aprile dello scorso anno, espresse parere negativo dichiarando che l’accordo siglato tra l’Asrem e l’istituto romano avrebbe comportato un aumento di spesa per le casse molisane a fronte di una assistenza di bassa complessità, già svolta dalle normali pediatrie.
Cosa ancor più grave – continua Di Pietro – rispetto alla quale abbiamo chiesto conferma e/o smentita ai destinatari dell’interrogazione, è che, secondo una notizia apparsa su un periodico molisano in data 20 maggio 2011, i ministeri di Economia e Salute fossero addirittura all’oscuro della firma della convenzione che prevedeva la nascita del centro.
Insomma – conclude Di Pietro – occorre fare chiarezza su molti aspetti di questa vicenda e l’Italia dei Valori intende andare, come sempre, fino in fondo, e sapere quali siano le motivazioni che hanno determinato la scelta di annullare l’accordo con l’Istituto Romano, quali siano i risparmi o gli aggravi generati da tale revoca e quale sia, ora, il futuro dell’ospedale Vietri di Larino”.






























