Secondo i familiari, potrebbe essere una ricca cognata con cui Irene era in cattivissimi rapporti ad aver organizzato il sequestro per vendetta.

Monteroduni. Mai sopito il desiderio di verità della famiglia e di tutta la comunità molisana sulla misteriosa fine di Irene Cristinzio, scomparsa senza dare più notizie l’11 luglio di un anno fa dalla sua abitazione di Orosei in Sardegna. I parenti molisani di Irene Cristinzio aspettano i risultati delle indagini da parte della Procura Della Repubblica di Nuoro, dove nel mese di marzo 2014 hanno inviato denuncia querela specificando indizi e circostanze raccontate da Irene durante la permanenza in Molise, ospite della madre, pochi giorni prima della sua scomparsa. Come detto anche dall’ illustrissima Barbara Palombelli nell’ultima trasmissione di Quarto Grado, bisogna ancora scavare in famiglia, perché anche nelle buone famiglie si nasconde l’orco o l’orca. Noi propendiamo per quest’ultima – leggiamo sul profilo Face Book di Michele Cristinzio fratello di Irene – Perché a volte anche per futili motivi le guerre intestine si trasformano in tragedia, specie in una Regione incantevole come la Sardegna, ma non priva ancora della piaga del sequestro anche per vendetta. Ed Irene era in rotta di collisione – come riferito all’anziana madre -con una sua ricca cognata, che poi ha ben specificato ai carabinieri di Siniscola per il tramite dei colleghi di Monteroduni.
Potrebbe essere questa la chiave di svolta delle indagini?
Staremo a vedere, comunque ad oggi non vi sono tracce della Signora Irene ed ancora – purtroppo – la scomparsa della donna molisana è avvolta nel mistero.
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