L’obiettivo era destabilizzare lo Stato, attraverso attentati dinamitardi, omicidi. Nel mirino politici, magistrati e le principali rappresentanze sul territorio del Governo centrale.
E’ assolutamente pericoloso e destabilizzante quello che emerge a seguito del blitz dei carabinieri del Ros dell’Aquila. La risultanza è di 14 persone arrestate e più di 40 indagati. A rientrare nel mirino dei terroristi, definitisi “Avanguardia Ordinovista” anche il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura e il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Niro. Preparavano un vero colpo di Stato iniziando dall’Abruzzo, il movimento clandestino sorto dalla costola di ordine Nuovo, aveva stilato un elenco di “azioni violente contro obiettivi sensibili”. Approfittando del clima di incertezza e di scontento che investe i cittadini italiani in questo momento storico, i terroristi erano convinti di alimentare un moto rivoluzionario ai fini del sovvertimento del potere dello Stato. Luigi Menno descritto dagli inquirenti quale leader era il custode dell’elenco delle azioni che sarebbero state perpetrate ai danni dei nostri rappresentati regionali, ma anche ai massimi vertici politici amministrativi di Marche e Abruzzo. A casa del Di Menna – ora agli arresti domiciliari – i militari hanno rinvenuto armi ed un foglio in cui erano annotati gli obiettivi terroristici. Tra le mission anche le sedi di Equitalia fatte saltare con all’interno i dipendenti.
il piano degli indagati aveva un doppio scopo: porre sotto pressione lo Stato con atti terroristici destabilizzanti, da compiersi su tutto il territorio nazionale e successivamente una graduale opera di inserimento nei posti di potere, tramite regolari elezioni popolari con la presentazione di un loro nuovo partito”. (fonte Ansa).
Stefano Manni, Carabiniere in congedo di Montesilvano, è un’altra figura chiave dell’organizzazione Ordinovista, accusato di aver “utilizzato il web”, ed in particolare Facebook, “come strumento di propaganda eversiva, incitamento all’odio razziale e proselitismo”. Proprio sul profilo dell’organizzazione di questo social network, infatti, sono comparse incitazioni alla condanna a morte del presidente della Repubblica, Napolitano, del presidente della Camera, Boldrini e di molti altri.
Di fondamentale importanza le intercettazioni telefoniche in cui sono emersi incitamenti a non colpire random, ma ad obiettivi preordinati e capillari. Manni avrebbe affermato: non bisogna agire imitando l’attentato alla stazione di Bologna, tra l’altro non attribuibile a noi, avrebbe aggiunto – vanno colpite banche, prefetture, questure, uffici di Equitalia, con i dipendenti dentro. E’ arrivato il momento di farlo, ma farlo contestualmente”.
Secondo gli inquirenti, tra gli indagati c’era anche chi aveva redatto un testo simile alla nuova costituzione dell’Avanguardia ordinovista.
“Di fronte alla naturale e umana impressione derivante dall’apprendere che le istituzioni molisane, come quelle di Abruzzo e Marche, sono state considerate potenziali bersagli della violenza del gruppo eversivo neofascista, un’impressione di portata generale, poiché legata all’esistenza stessa del nucleo terroristico – le parole del presidente Frattura intervenuto sull’argomento – resta la serenità che accompagna ogni nostra azione quotidiana. Non abbiamo mai registrato minacce di tale calibro e di certo non muteremo le nostre abitudini e la nostra condotta tutte improntate alla normalità. In questo momento la prudenza guida ogni commento e ogni reazione in attesa che la magistratura concluda l’inchiesta. Intanto – conclude Frattura – un ringraziamento sentito alle forze dell’ordine e agli inquirenti che hanno stroncato l’esistenza del gruppo neofascista”.































