Potrebbero esserci correlazioni tra due distinte segnalazioni delle forze dell’ordine in Prefettura, quali assuntori di sostanze stupefacenti,  ed alcuni probabili personaggi del  PD regionale.

cocaina big

Abbiamo atteso la fine della festività natalizia per riaccendere i riflettori sul test tossicologico antidroga e la campagna di sensibilizzazione che il nostro giornale telematico sta proponendo con il leit motiv:

“Non possiamo affidare alle forze dell’ordine la repressione dei reati di droga e poi avere nelle istituzioni assuntori di sostanze stupefacenti”.

Ed eccoci a continuare il sondaggio tra esponenti politici ed istituzionali sul Drug Test per capire quanti di loro siano disponibili a sottoporsi ad un esame tossicologico. Dalle prime settimane di sondaggio parlamentari e regionali interpellati, concordano su una riflessione etica:

“Chi è chiamato a rappresentare i cittadini e a decidere attraverso le proprie azioni del futuro del popolo, non può e non deve essere soggetto tossicodipendente.”

Su questa base e sullo slogan del sondaggio, bisogna escludere il paradosso che vedrebbe amministratori che legiferano contro il traffico di droga, loro stessi probabili tossicodipendenti, assuntori casuali o sistematici di droga.

Ci sarebbero comunque delle novità che confermerebbero l’incipit del nostro sondaggio, scaturito da alcune voci – non confermate, ma neanche smentite – di probabili assuntori di sostanze stupefacenti tra alcuni dei 60 membri del parlamentino molisano, del primo partito in regione: il Partito Democratico.

Cosa unisce il Basso Molise con Il capoluogo di regione – una sorta di quadrilatero – che dall’Abruzzo giunge a Venafro?

E’ una scia bianca alla quale le forze dell’ordine avrebbero segnalato quali assuntori di sostanze stupefacenti (cocaina) dei noti personaggi in date diverse e in tempi diversi nelle ultime settimane.

Uno di questi, sarebbe stato beccato con la “roba” in un noto locale del capoluogo e segnalato quale assuntore in Prefettura.

Stessa situazione stavolta in Abruzzo, dove due fratelli, imprenditori dell’area venafrana sarebbero stati beccati in un normale controllo dagli uomini di pubblica sicurezza, la settimana scorsa, con alcune dosi di cocaina, e anche in questo caso segnalati in Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti. Fin qui nulla di strano. Il legislatore prevede l’assunzione di sostanze tossiche e se scoperti, la normale segnalazione, una sorta di timbro sulla scheda anagrafica della persona che fa uso di droghe.

Ed ecco che la normalità diverrebbe eticamente e moralmente inaccettabile, qualora vi fossero elementi che individuassero tali assuntori con ruoli di rappresentanza proprio nel PD regionale.

Si capirebbe come il sondaggio sui membri del parlamentino molisano del Pd abbia registrato solo poche risposte favorevoli al Drug Test, solo 8 adesioni su 60 e  la totale omertà nelle risposte sui restanti esponenti politici.

In una regione piccola come la nostra, non è necessario l’intervento di Sherlock Holmes e di Scotland Yard per capire e appurare chi assume sostanze tossiche. Soprattutto chi è al vertice delle istituzioni è ben a conoscenza di chi sono taluni personaggi.

Per rimanere in tema di “sniffo”, possiamo affermare che a “naso” si intuiscono chi sono gli assuntori.

In questo caso ci rivolgiamo di nuovo ai rappresentanti parlamentari e regionali che hanno offerto la loro disponibilità al test antidroga:

che siano loro a garantire la totale estraneità, o l’allontanamento di coloro i quali sono registrati in Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti, da ruoli di rappresentanza in organizzazioni politiche o istituzionali.

Comprendiamo i motivi legati alla privacy che spesso si utilizzano quali deterrenti per evitare di affrontare il problema. Percepiamo quanto sia scomodo farsi carico dell’allontanamento di taluni personaggi da ruoli di rappresentanza politica, anche se scoperti dalle forze dell’ordine e registrati quali assuntori, ma è necessario farlo.

Bisogna assumersi la responsabilità di fronte ai cittadini, che sperano nell’ integrità dei propri rappresentanti eletti e non eletti direttamente dal popolo. Sperano in una condotta irreprensibile da chi è chiamato a rivestire qualsiasi ruolo nella società civile.

Non chiediamo di porre alla berlina e alla gogna pubblica questi personaggi, sarebbe tra l’altro anche  illegale, ma di indurli spontaneamente alle dimissioni dalle cariche  acquisite, anche con motivazioni diversificate e lontane dalla vera causa.

E’ il momento di agire… e il nostro sondaggio continua…

Reporte One

 

 

 

 

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