Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, accogliendo integralmente l’opposizione proposta dai genitori del piccolo Giulio, per il tramite degli Avv.ti Mario e Carlo Pietrunti, ha ritenuto di rigettare la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Bari. Contestualmente, allo stesso Organo Inquirente è stato ordinato di effettuare una complessa attività di indagini, suggerite nella stessa opposizione e non espletate nella prima fase, onde accertare ed individuare la sussistenza di profili di colpevolezza nelle condotte del personale e dei responsabili dell’IKEA e del servizio del 118.
Il grido di verità e giustizia lanciato dai genitori del piccolo Giulio sembra che sia stato finalmente ascoltato da qualcuno. In realtà il provvedimento del GIP barese poggia su attenti profili tecnici e giuridici, in linea con la proposta opposizione, avverso una sin troppo
frettolosa richiesta di archiviazione.
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Il 4 novembre 2014 è stata discussa innanzi il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Bari l’opposizione, presentata dagli Avv.ti Mario e Carlo Pietrunti negli interessi di Marco e Nicoletta Rossi, avverso la decisione della Procura della Repubblica di Bari di archiviare il procedimento penale apertosi a seguito della prematura scomparsa del loro bimbo, Giulio Maria. Giulio viene meno il 9 settembre 2013, a soli tre anni, per complicanze generate dall’occlusione delle vie respiratorie determinate dell’inalazione di una polpetta ingerita il giorno 20 agosto 2013, presso il ristorante del centro commerciale IKEA in Bari. Le indagini, atto dovuto visto la tragica scomparsa del piccolo Giulio, vengono, comunque, aperte anche sulla scorta della denuncia-querela presentata da Marco e Nicoletta, cui segue un tempestivo conferimento a due consulenti medico-legali onde accertare cause, modi, tempi ed eventuali responsabilità susseguitesi quel maledetto 20 agosto; contestualmente vengono iscritti nel registro degli indagati la responsabile del centro IKEA e il sanitario del 118 intervenuto nell’immediatezza dei fatti.
Da tale tempestiva disposizione dell’accertamento tecnico alcun altra indagine sembra, in concreto, essere stata svolta dall’Organo Inquirente relativamente alla ricostruzione dei fatti, all’identificazione dei soggetti a vario titolo coinvolti nella dinamica degli eventi, all’individuazione dei parametri corretti di intervento, compiti propri della Procura e non demandabili ad altri. Confusione e superficialità generate, certamente, dal susseguirsi nella direzione delle indagini, in soli sette mesi, di ben quattro pubblici ministeri, l’ultimo dei quali ha posto in essere una richiestadi archiviazione calibrata sulla scorta dei risultati della relazione tecnica, depositata cinque mesi dopo il conferimento dell’incarico, ben oltre i sessanta giorni concessi in prima battuta.
Proprio tale scelta è stata oggetto di critiche, sia tecniche che giuridiche, esposte dai genitori nel richiamato atto di opposizione. La tenace perseveranza dei genitori del piccolo Giulio, la loro silenziosa dignità di chiedere solo attenzione e giustizia hanno spronato l’attività difensiva nel portare alla luce le evidenti omissioni e responsabilità dei vari soggetti coinvolti per la davvero non giusta e prematura scomparsa di Giulio. Non che ci siano eventi drammatici giusti ed altri no. Ma di sicuro esistono accadimenti che avrebbero potuto e dovuto essere impediti ed evitati con il solo utilizzo di una adeguata diligenza e del rispetto delle norme di protezione e di garanzia poste dal nostro Ordinamento.
Il racconto sempre preciso ed estremamente lucido fornito da Marco e Nicoletta, l’approfondimento delle risultanze delle pur scarse indagini effettuate, il confronto tra quanto accaduto quel drammatico giorno all’Ikea di Bari e quanto previsto dalla normativa di riferimento, dai protocolli operativi per il corretto funzionamento del servizio emergenziale, anche del 118, stanno dando ragione ai genitori nel sostenere che quel tragico 20.08.2013 il piccolo Giulio è volato via anche a causa di una serie ininterrotta di colpevoli accadimenti e di una negligente catena di omissioni e di interventi “altamente imperiti”. Nell’atto di opposizione si è posto l’accento su alcune macroscopiche omissioni e colpevoli mancanze, paradossalmente non valutate in prima istanza dalla Procura del capoluogo pugliese. Non si è MAI compreso come gli investigatori non abbiano ritenuto di considerare l’importanza di così gravi e pesanti trascuratezze quali una tempestiva allerta dei soccorsi medici, una adeguata preparazione del personale IKEA pure addetto al primo soccorso, una corretta tenuta della cassetta di primo intervento, la messa a disposizione dei defibrillatori, il pronto utilizzo degli stessi, una precisa attribuzione di codice di triage del 118, un fedele funzionamento e rispetto del protocollo di intervento, l’immediato trasporto del piccolo all’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII (tra i più noti ed attrezzati di tutta la Puglia), posto a soli 700 metri dal grande magazzino svedese.
Proprio questi sono stati alcuni degli elementi sottoposti all’attenzione del Giudice delle Indagini Preliminari! E tali specifiche critiche all’operato degli inquirenti hanno indotto il Giudice per le Indagini preliminari ad accogliere la proposta opposizione e rigettare la richiesta di archiviazione! Con attenzione ed esperienza il Giudice per le Indagini Preliminari, condividendo gran parte delle censure e perplessità esposte nell’opposizione, ha ordinato alla Procura una serie di approfondimenti ed un’articolata attività di indagine da effettuare onde approdare ad una più fedele ricostruzione dei fatti.
Studio d’Avvocati Pietrunti & Pietrunti































