Alla base della criticità gestionale, l’adeguamento della tariffa giornaliera per degente da parte della Arem regionale. Gli amministratori: “siamo persone per bene e ci rendiamo conto delle difficoltà dei nostri dipendenti. A breve risolveremo il problema degli arretrati, come d’altronde abbiamo sempre fatto.”

Carsic al centro delle polemiche. La struttura socio assistenziale di Venafro, definita “struttura residenziale ad alta valenza sanitaria” fiore all’occhiello della sanità regionale per il suo ruolo sociale è posta da settimane alla berlina mediatica che descrive la gestione oramai più che quarantennale della società, e i vertici storici della stessa, come banditi che starebbero fuggendo con il malloppo, lasciando le maestranze senza denaro.
Per chiarezza di informazione, abbiamo fissato un appuntamento, per vederci chiaro e capire cosa stesse accadendo. Ed ecco che puntualmente, e senza difficoltà siamo ricevuti dagli amministratori, in una bella e calda mattinata di gennaio. Ad attenderci, nella palazzina antistante la struttura che ospita 120 lungodegenti con malattie psichiche estremamente invalidanti, il Presidente del Consiglio di amministrazione Ernesto Caterino e il consigliere Avv. Giuseppe Esposito (loro due dovrebbero fuggire, secondo alcuni giornali, con la cassa). Siamo accolti con estrema cordialità, ed osservando i loro volto si intuisce che sono persone per bene, iniziamo quindi l’intervista.
A rispondere alle nostre domande è il Consigliere Avv. Esposito.
Cosa sta accadendo in questa struttura sanitaria pubblica con gestione privata?
La nostra situazione è di estremo disagio, e oramai siamo abituati a gestire con enormi difficoltà il Carsic, ma lo facciamo in quanto, questo è il nostro lavoro da 40 anni. La questione economica di principale difficoltà gestionale è legata indissolubilmente alla tariffa giornaliera per singolo degente: le spiego.
La retta che la Asrem del Molise ci elargisce di circa 109 euro al giorno per singolo ospite della struttura, è ferma al 2005, da allora non vi sono stati adeguamenti. Già nel 2007 si era richiesto l’adeguamento alla Regione Molise, ma senza esito. La nostra è una struttura identificata nell’Art. 26 della legge 833/78. Da quasi 10 anni, quindi, la Regione non ha attuato un piano per la riabilitazione.
Cosa è accaduto nel frattempo?
Premesso che l’Asrem eroga in base alla domanda delle prestazioni, liquidando le nostre spettanze ogni due mesi con l’importo dell’80% delle fatture emesse, trattenendo il 20% che l’amministrazione contabile della sanità regionale salda a chiusura di bilancio annuale.
Sui 120 ospiti del Carsic, 90 sono molisani e quindi dipendenti dalla Asrem regionale, altri 30 provengono da fuori regione. Per i 90 lungodegenti molisani, nonostante l’esiguità della retta mensile, ancora si riesce a percepire con puntualità l’80% delle spettanze di cui parlavamo, mentre per i degenti provenienti da fuori regione, è impossibile riscuotere il dovuto, per esempio dalla Asl di Napoli, e dalla Campania in generale. Oltre al fatto, che le Asl extra regionali si adeguano alla tariffa giornaliera, non congrua di per se, della Asrem molisana, per cui le difficoltà sono estreme.
Bisogna considerare che per gestire il Carsic e i 120 ospiti, abbiamo in carico 105 dipendenti, assunti full time a tempo determinato; altre 17 unità lavorative esterne per pulizie e lavanderia, oltre a numerosi specialisti per l’assistenza medica e quanto altro occorre per offrire ai degenti tutto il necessario per garantire la loro salute.
Quale la maggiore criticità gestionale?
Vedete, le nostre preoccupazioni sono per il badget annuale stabilito dalla regione di anno in anno. Per la nostra struttura, la somma stanziata per questo esercizio è di soli 3.800.000 euro, a cui a conti fatti possiamo garantire fino a settembre i servizi erogati, dopo di che saremo costretti a licenziare diverse unità lavorative, se l’Asrem dovesse non adeguarsi, anche se su questo fattore siamo fiduciosi.
Il nostro moderato ottimismo è dettato dal ricorso al Tar che abbiamo intentato per la rideterminazione delle tariffe. Il tribunale amministrativo si è pronunciato favorevolmente e siamo in attesa che il commissario ad acta nominato dal Ministero della Salute stabilisca l’adeguamento della tariffa giornaliera, nella media nazionale delle 160/170 euro per degente. Cosa che ci auguriamo possa avvenire in tempi brevissimi. Inoltre bisogna considerare che dal primo gennaio 2015 è scattato l’adeguamento Istat alla tariffa giornaliera che da 109 euro passa a 120 euro circa, non è molto, ma in attesa del necessario adeguamento delle tariffe è una cifra significativa.
Abbiamo letto sui quotidiani locali che le maestranze del Carsic sono sul piede di guerra per spettanze non pagate, come stanno le cose dal vostro punto di vista?
Bene, le difficoltà oggettive sono imputabili, proprio alla situazione descritta in precedenza, in cui nutriamo fiducia, siamo anzi certi, si possa risolvere nel brevissimo periodo. Ci tengo a precisare, che in 40 anni di onorata attività in questo istituto, abbiamo pagato, facendo i conti della serva, 520 mensilità ai 105 dipendenti. Ad oggi, in un momento di transizione e di ottime possibilità di continuare nel migliore dei modi a gestire la nostra struttura e a garantire continuità lavorativa, paghiamo lo scotto di tre mensilità arretrate ai nostri dipendenti, per cause, non imputabili alla nostra gestione, ma per ritardi nei pagamenti delle Asl extraregionali. Si tratta di una situazione momentanea che andremo a regolarizzare, mi auguro tra pochi giorni, appena i residui arretrati del 20% saranno saldati dalla Asrem regionale.
Ci terrei inoltre a precisare, per diradare le nebbie di quelle notizie false e tendenziose diffuse da alcuni organi di stampa, che siamo persone per bene e ci rendiamo conto delle difficoltà delle famiglie dei nostri dipendenti. Pensate che siamo stati costretti ad attivare una procedura di mobilità, per licenziare personale in esubero, e ci siamo sempre impegnati, affinchè tali procedure non andassero avanti, garantendo a tutti il loro posto di lavoro.
Siamo sconvolti ed amareggiati, dalle esternazioni di alcuni nostri dipendenti sui social network contro questa amministrazione, rea di chissà quali appropriazioni indebite delle loro spettanze.
Ci fa specie tutto ciò, ci auguriamo che non siano manovrati da soggetti che possano compromettere 40 anni di onorato impegno nella conduzione di questa attività, con l’intenzione di qualcuno, che foraggia artatamente l’informazione, allo scopo di farci fuori e subentrare alla gestione. Vi confesso, che sono 4 decenni che “raschiamo il fondo del barile” per mantenere sempre gli impegni assunti. E come noi l’altra struttura che risente nel Molise della stessa problematica è la Fisiomedica Loretana di Campobasso.
Rispediamo al mittente ogni accusa, riservandoci anche di tutelare la nostra immagine nelle sedi opportune, anche quelle giudiziarie, dopo tutto il fango che negli ultimi tempi ci hanno rovesciato addosso, senza minimamente entrare nel merito e capire quali erano le nostre difficoltà, ci sembra opportuno fare chiarezza. D’altro canto le nostre porte sono sempre aperte, a qualsiasi ora per eventuali confronti e per far comprendere all’opinione pubblica deviata da bugie senza riscontro alcuno, la qualità e la bontà del nostro impegno quotidiano nella città di Venafro, al servizio di persone con gravi patologie psichiatriche, di cui da sempre ci occupiamo.
Pietro Tonti






























