Monteroduni – E’ rientrata la protesta degli extracomunitari che stamattina per circa due ore hanno bloccato il traffico veicolare nelle due direzioni di marcia , buttandosi per terra sulla statale 85 Venafrana all’altezza della loro residenza provvisoria, l’Hotel Holiday. La protesta potrebbe non avere una matrice spontanea, ma potrebbe essere stata pilotata artatamente da personaggi molisani per destabilizzare la legge sull’immigrazione.

 

profughi in protesta big

Erano circa 120 i ragazzi di colore e non 250 come avevamo appreso in prima battuta che hanno dato il via al sit in pacifico, e dopo l’intervento della Polizia, convinti a rientrare nello spazio antistante l’albergo e liberare quindi  la statale. Alla base della protesta la richiesta del permesso di soggiorno e la documentazione necessaria per poter essere liberi di espatriare nelle altre nazioni Europee, in base al trattato di  “Schengen” del 14 giugno 1985, che eliminò  i controlli delle persone alle frontiere comuni e introdusse un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari, degli altri Stati membri della Comunità e di Paesi terzi. I profughi di Monteroduni, chiederebbero, di poter raggiungere i loro parenti negli altri paesi europei per ricongiungersi alle famiglie e poter trovare un posto di lavoro.

Strano comunque risulterebbero, degli sms lanciati ad alcuni organi di stampa, prima della protesta, verso le ore 8:00 di questa mattina, mentre i profughi sono scesi in strada alle ore 9:00, dopo un’ora.

L’interrogativo che sorge è il seguente: chi ha imbeccato i ragazzi extracomunitari a organizzare la plateale protesta?

Sembrerebbe che alle spalle dei profughi vi possa essere qualcuno che abbia consigliato di bloccare la statale, per ottenere il risultato. Solo un’azione plateale, avrebbe coinvolto  gli organi di informazione, per far giungere all’opinione pubblica e alle istituzioni le loro lagnanze e le pretese di poter avere libera circolazione in altri stati europei, cosa che si potrebbe ritenere anche normale per giovani costretti all’inedia, 24 ore su 24, nell’attesa dei due pasti e che il tempo passi, ma non sarebbe giusto in base alla legge e ai tempi di attesa dettati dal legislatore, rispetto agli accordi assunti dalle strutture ospitanti.

D’altro canto vi potrebbero essere, invece, posizioni politiche “destabilizzanti” e speculative che potrebbero aver consigliato ai giovani di colore di rendersi protagonisti della protesta, sfruttando la loro condizione di profughi per rafforzare posizioni contrarie alla legge sull’immigrazione e al sostegno che il Governo sta offrendo agli extracomunitari attraverso l’ospitalità.

Su questo argomento indaga la Digos di Isernia.

Reporter One.

 

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