L'ingresso della struttura sanitaria del Carsic di Venafro

La dirigenza del Carsic non vuole licenziare. Si è conclusa stamattina  la procedura di mobilità, sempre rinviata in commissione  presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Molise,  per la procedura di mobilità che riguardava 33 dipendenti del Carsic di Venafro.

L'ingresso della struttura sanitaria del Carsic di Venafro
L’ingresso della struttura sanitaria del Carsic di Venafro

La gestione del Carsic – afferma il dirigente Avv. Giuseppe Esposito – pur nelle difficoltà oggettive dettate dal mancato adeguamento delle tariffe da parte della Asrem regionale, in linea con l’idea di mantenere le unità lavorative, in un momento di estrema difficoltà economica e di crisi occupazionale generalizzata, abbiamo deciso di accogliere le giuste istanze dei sindacati, in quanto sappiamo, da buoni padri di famiglia, che se oggi si licenzia, difficilmente le persone riusciranno a trovare un altro posto di lavoro.

Resta in piedi ancora la questione degli stipendi arretrati che negli ultimi mesi ha creato dei gravissimi problemi ai 105 dipendenti del Carsic, soprattutto ai monoreddito che hanno dovuto fare salti mortali per sopravvivere. Ad oggi sono cinque le mensilità arretrate compresa la tredicesima.

In questa direzione si esprime positivamente l’Avv. Esposito, il quale con moderato ottimismo, informa che nonostante la Regione ancora non si adegui alla tariffa giornaliera richiesta pro paziente, lo scatto dell’Istat di 20 Euro in più al giorno per degente, a partire dal mese di gennaio 2015, fa ben sperare per il futuro. Nello specifico, con il pagamento delle spettanze dell’Asrem di novembre e dicembre 2014 e il 20% del saldo annuale accantonato dalla stessa Asrem regionale che dovrà essere erogato entro il mese di gennaio, entro fine mese si pagheranno 2/3 stipendi arretrati.

L’ottimismo – afferma Esposito – è dettato anche dalla pronuncia, che dovrà avvenire alla fine di febbraio da parte del commissario ad Acta nominato dal Ministero della Salute, per stabilire, in seguito al nostro ricorso vinto al Tar, la nuova tariffa che dovrà adeguarsi alla media nazionale, e con l’aggiunta dello scatto dell’Istat possiamo tirare per il futuro, un sospiro di sollievo e garantire la continuità lavorativa alle maestranze.

Per quanto concerne i due/tre stipendi arretrati che resteranno – continua il dirigente del Carsic – provvederemo attraverso i sindacati ad un rientro programmato, per porci in linea con le dovute spettanze mensili. Non vorremmo essere costretti a non poter pagare come è accaduto in questi mesi per cause, assolutamente non dipendenti dalla nostra volontà, ma per il badget stabilito dalla Regione non sufficiente a coprire i costi di gestione, rispetto al servizio ineccepibile che i nostri dipendenti hanno offerto e continuano ad offrire ai pazienti.

Siamo al giro di boa – conclude Esposito – chiediamo un ulteriore sacrificio ai nostri ottimi dipendenti, zoccolo duro della nostra complessa attività socio assistenziale.

Sappiamo di poter contare sulla maggioranza di loro che non dubita della nostra buona fede. I sacrifici quotidiani che insieme stiamo affrontando per superare questo terribile periodo, siano tra qualche mese, solo un lontano ricordo che rafforzi con determinazione, l’appartenenza ad una struttura fiore all’occhiello della sanità molisana, foriera di lavoro e di soddisfazioni, come da sempre abbiamo garantito.

 

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