Mentre comitato SS Rosario ed amministratori pubblici del Venafrano si attivano per cercare di salvare l’ospedale cittadino dalla sua definitiva e completa implosione (ad onor del vero fenomeno in atto ormai da tempo e a questo punto pensiamo irreversibile, non essendo stato fatto alcunché da parte di chi avrebbe dovuto adoperarsi  al primo insorgere dei problemi e del sostanziale arretramento della struttura), mentre questo accade, ospitiamo le dure e schiette dichiarazioni di un sanitario dello stesso nosocomio, ossia una voce dall’interno del nosocomio e perciò affidabile se non altro perché a conoscenza di quanto fatto e non fatto pro SS Rosario. “Diciamo subito una grande verità”, attacca il nostro interlocutore. “Dell’ospedale venafrano e del suo futuro -prosegue il sanitario- non interessa più a nessuno! Dall’esterno non c’è partecipazione al problema, dall’interno avviene altrettanto. Regnano assenze, silenzi e menefreghismo, mentre il SS Rosario è ormai tutt’altro che ospedale civile di zona. E’ strano, quasi incredibile quanto avviene, ma è purtroppo l’esatta realtà! Ormai il destino di questo nosocomio è segnato. In prospettiva futura non resta che accettarlo come plurilaboratorio e pluriambulatorio,  con punto di primo soccorso, medicina e qualche altra branca medica. Nulla più a che vedere quindi con un ospedale vero e proprio, come lo è stato il SS Rosario per tanti decenni e per più aree interregionali confinanti. Un adeguamento ai tempi in materia di sanità pubblica che i venafrani hanno subìto piegando la testa, nonostante lo storico attaccamento di tante generazioni a questa struttura sanitaria. Spiace constatarlo soprattutto a chi vi ha lavorato una vita, ma è la dura e cruda realtà dei fatti!”. Quasi a voler dar ragione al nostro, una constatazione seppure secondaria all’esterno del complesso: abbattuta dalle intemperie la scritta luminosa all’ingresso principale, “H – OSPEDALE SS. ROSARIO VENAFRO“, la tabella non è stata più rimessa ed è rimasto il suo scheletro metallico vuoto. Come se dall’Asrem Molise avessero già da tempo decretato il “de profundis” del nosocomio venafrano quale ospedale civile, optando per non il ripristino della tabella! Poveri noi! Non stiamo alla frutta, ma già da parecchio ci siamo alzati, abbandonando il tavolo!

 

Tonino Atella

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