Olezzi insopportabili e acque luride dai canali affluenti nel Rava di Venafro. E’ la denuncia di agricoltori ed abitanti della zona, che sollecitano indagini ed accertamenti per fermare i responsabili.

fiume rava

Un fenomeno, meglio un malcostume che è in piedi da tempo e che non si riesce a fermare. E’ denunciato da agricoltori e residenti del LungoRava di Venafro, i quali continuano a rappresentare alle autorità preposte -ma non s’intravedono correttivi di sorta- che dal canale che affluisce a nord nel Rava, corso d’acqua a sud l’abitato, arrivano prevalentemente acque luride, in genere di color marrone scuro, che emanano olezzi nauseabondi ed insopportabili. Un conduttore dei terreni della zona, Mario : “Non se ne può più”, afferma questi. “Periodicamente acque scure e cattivi odori che confluiscono nel Rava. La cosa é stata più volte segnalata, ma niente cambia.

E’ proprio tanto difficile individuare provenienza, cause e responsabili di tale perdurante inquinamento ?”. Detto che lungo il Rava di Venafro insistono numerose abitazioni, tante attività lavorative e soprattutto numerosi ettari di terreni coltivati, vale a dire tutto quanto richiede il massimo della pulizia, c’è da segnalare che settimane addietro sullo stesso corso d’acqua si manifestarono “montagne” di abbondante schiuma bianca, segno evidente di immissioni non consentite e di preoccupante inquinamento.

Nella circostanza furono in tanti a protestare, dai privati cittadini alle istituzioni pubbliche locali, ma non si ha notizia di individuazioni di responsabilità e di conseguenti provvedimenti. A questo punto ci si augura che l’ennesima denuncia in materia di olezzi nauseabondi ed acque luride immesse nel Rava riesca finalmente ad alzare il coperchio sulle effettive responsabilità di tutto quanto accade a scapito di tale corso d’acqua.

Tonino Atella

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