di Pietro Tonti

Era dichiaratamente finita questa sera l’esperienza di primo cittadino di Luigi Brasiello. La conta tra i banchi, sull’approvazione del bilancio di previsione dell’esercizio 2015, era palesemente una bocciatura per maggioranza e minoranza contro il sindaco e la sua giunta, avrebbe quindi spalancato le porte al commissariamento del comune di Isernia. Si è evinto dai numerosi interventi delle opposte fazioni, concordi per un diniego al governo Brasiello. Il leitmotiv questa sera è stato: basta, tutti a casa!

Con questa premessa sarebbe finita qui la carriera politica del sindaco presidente della provincia pentra.

Un’aria pesante preludio del declino per un’amministrazione che non ha saputo offrire ai cittadini il minimo alle  tante criticità in attesa di soluzioni, ma esasperate da personalismi e scelte infelici. quasi tutti scontenti i consiglieri  di maggioranza portatori di voti.

Sarà stata fino ad oggi l’incapacità di dialogare e distribuire incarichi del primo cittadino ai maggiori portatori di consensi elettorali. Per molti, il vedersi relegare nell’ombra, dopo un impegno rilevante in campagna elettorale  e non condividere scelte su argomenti di fondamentale importanza, si è rivelato per il sindaco un boomerang  che ha prodotto un allontanamento progressivo della sua maggioranza.

A sottolinearlo è il Consigliere comunale Domenico di Baggio: ” Chi conosce la mia storia personale – ha affermato Di Baggio a margine del Consiglio comunale odierno, palesemente contrario all’approvazione del Bilancio- sa bene che ho sempre affrontato i pericoli e le sfide a testa alta perché ciò che ho scelto di fare nella vita, mi ha insegnato e fatto misurare su cosa siano il senso dell’onore e il rispetto per gli altri. Seguendo questa idea, era ed è tutt’ora mio profondo convincimento svolgere le funzioni di amministratore comunale con animo generoso, umile ed instancabile verso le esigenze dei cittadini.

Tutti noi vediamo come dolori, delusioni, rabbia, ma soprattutto indifferenza divengano cicatrici sempre più profonde nella vita dei cittadini. Per queste ragioni, parlare di poltrone, di partiti, di colori politici mi è sembrato sempre troppo lontano dal mio modo di essere e di fare. Entrare nell’esecutivo dell’amministrazione isernina targata Brasiello, credo fosse un diritto inconfutabile per chi come me ha riportato un ampio consenso elettorale, ma questa probabilmente è una faccenda di onore e rispetto, quel che conta invece esclusivamente per il bene comune, è il fatto che questo incarico nell’esecutivo lo avrei svolto a titolo completamente gratuito e con totale passione in un momento in cui Isernia cade in un baratro sempre più profondo. Le persone e le competenze vengono prima dei partiti e tutto va subordinato alla ricerca massima del bene comune. Isernia ha bisogno di ripartire subito. Appare quindi ai miei occhi, ma sono certo anche a quelli di tanti onesti e fieri cittadini di Isernia, quantomeno irragionevole il continuo rinviare la risoluzione dei problemi da parte di questa amministrazione comunale. Appare irragionevole e triste – conclude il consigliere di maggioranza –  non aver raccolto l’opportunità di utilizzare prontamente risorse umane tra quelle presenti in consiglio comunale, ma anche fuori per risolvere questa drammatica agonia che attanaglia la nostra citta’.”

Poteva bastare quindi, elargire incarichi a costo zero, a tutti i consiglieri di maggioranza che avevano riportato i maggiori consensi, artefici della sua elezione, per mettere tutti d’accordo e affrontare in base alle competenze dei singoli le principali problematiche gestionali della città, invece di proporre assessorati esterni, senza concertazione, o decidere sulla stragrande maggioranza degli argomenti, di non decidere. Il pomeriggio odierno si è rivelato per la giunta Brasiello la resa dei conti di mesi di rospi ingoiati dalla sua maggioranza.

La dea bendata che protegge il primo cittadino, anche questa volta è entrata in gioco a dargli man forte escludendo le premesse di un certo commissariamento. Due erano le scelte salvagente per l’amministrazione, la prima: “le dimissioni del sindaco e nei 20 giorni successivi un rimpasto che avrebbe consentito anche di guardare in maniera trasversale – vale a dire un allargamento a destra –  per continuare a governare “. Scelta forse non applicabile per i tempi tecnici risicati per l’approvazione del Bilancio di previsione. La seconda:” far ricorso all’Art. 35 del regolamento del Consiglio comunale, che si è rivelata la strada perseguibile e un colpo di scena dopo oltre quattro ore di dibattito, in gran parte incentrato sul bilancio di previsione”. Infatti il sindaco Brasiello, prima che si procedesse alla votazione del documento finanziario, ha ritirato l’argomento in discussione e gli altri due ancora da discutere.

«In virtù, proprio, dell’articolo 35 del regolamento del consiglio comunale – ART. 35 ha dichiarato in aula Brasiello -, sentita la giunta, ritiro i punti 4, 5 e 6 iscritti all’ordine del giorno».

L’Art. 35 “ORDINE DI TRATTAZIONE DEGLI ARGOMENTI” recita:

“E’ facoltà della Giunta Comunale di ritirare la proposta iscritta all’ordine del giorno. Il Consiglio ne prende atto senza discussione. Analoga facoltà spetta ai consiglieri proponenti.”

Immediatamente dopo, il presidente del consiglio comunale, Franco Capone, ha sciolto la seduta.

Gli argomenti ritirati sono:

4) APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELL’ESERCIZIO 2015, DEL BILANCIO PLURIENNALE PER IL PERIODO 2015/2017 E DELLA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA 2015/2017, EX DPR N. 194/1996, NONCHÈ DEL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO 2015/2017, EX D.LGS. N. 118/2011;

5) VERIFICA DEGLI EQUILIBRI GENERALI DI BILANCIO;

6) GESTIONE DELLA PISCINA COMUNALE – ESTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO – APPROVAZIONE STUDIO DI FATTIBILITA’ E FORMULAZIONE DI INDIRIZZI PER LA GARA.

Tutto rimandato alla prossima riunione del Consiglio comunale che si terrà venerdì prossimo alle ore 9:00. Solo una manciata di ore per ricondurre i numeri dei consensi nella congruità per l’approvazione del bilancio di previsione. Alcuni dei maggiori sostenitori di Brasiello, quali Davide Avicolli, ex colonna portante della lista del sindaco “Isernia di Tutti”, che ha preso nette distanze dal primo cittadino con la fondazione del neo costituito gruppo “Per Isernia”, avrebbe giurato di non votare il bilancio nemmeno sotto tortura, stufo di farsi fermare per strada dalla gente per le inadempienze amministrative dell’attuale esecutivo.

Cosa fa la politica e il PD vi chiederete? Forse davanti all’impossibilità di proporre e risolvere le tante situazioni sospese, ed errori amministrativi clamorosi, nemmeno la politica, le promesse e la giusta telefonata dei vertici può rivelarsi importante, davanti a decise posizioni di consiglieri, rappresentanti della volontà dei cittadini di tornare alle urne.

 

 

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