“Per quanto encomiabile – sottolinea Di Pietro – il controllo del territorio per la prevenzione dei reati da parte delle forze dell’ordine, da solo non basta. È sempre più necessario il ricorso ai nuovi dispositivi che la tecnologia mette oggigiorno a disposizione e che possono andare a coadiuvare il lavoro delle pattuglie e degli agenti di quartiere.
Ecco perché l’attuazione del Patto per la Sicurezza non è più procrastinabile. Per questo progetto – ricorda – già nei primi mesi del 2012, con il mio fattivo contributo, fu redatta una bozza in base alla deliberazione CIPE dell’11 gennaio 2011 che prevedeva uno stanziamento pari a 5 milioni di euro da poter utilizzare per l’installazione di sistemi di videosorveglianza collegati direttamente alle centrali operative.
Portare a compimento il percorso intrapreso per tale Patto – conclude Cristiano Di Pietro – significa non solo contribuire ad una maggiore sicurezza dei Comuni interessati, ma anche individuare un importante deterrente assicurando un’azione di prevenzione e identificazione degli autori dei reati”.































