I recenti incendi sulle alture di Venafro, protrattisi per dodici giorni continuativi prima che venissero spenti, hanno lasciato strascichi consistenti e tali da incidere sull’incolumità futura delle persone. Si prenda quanto accaduto sulle Tre Torri, monte a nord di Ceppagna -frazione di Venafro – che chiude a ovest il Molise a confine con Lazio e Campania.
Su tale collina le fiamme hanno divorato praticamente tutto: dalla magnifica pineta che sin’ora ornava l’altura alla tanta vegetazione spontanea, dalle barriere ai lati della provinciale al tant’altro verde che ricopriva i pendii collinari. Il fuoco cioè non ha risparmiato niente e i suoi segni sono purtroppo ben visibili : massi enormi che, privati del sostegno di alberi e vegetazione che fungevano da “freni” naturali trattenendoli, pendono oggi pericolosamente lungo i fianchi della collina minacciando di precipitare da un momento all’altro.
Lo dimostrano i cartelli affissi ad inizio di provinciale sui quali si legge “attenzione caduta massi, strada chiusa !”. Ma così non è, perché la provinciale è regolarmente aperta al traffico ed al transito ! Ed allora, assodato che non con segnale si tutela l’incolumità fisica del cittadino, è urgente intervenire lungo i pendii delle Tre Torri, strada storica per azioni di banditismo degli anni ’50 e perché prima che si aprisse la galleria Nunziata Lunga era l’arteria di collegamento tra Molise occidentale, Lazio e Campania, è urgente intervenire – si scriveva – mettendo in sicurezza tale provinciale e soprattutto i pendii sovrastanti dai quali, come detto, minacciano di venire giù massi giganti e pietre.
Occorre quindi apporre reti e contenitori metallici prima che avvenga l’irreparabile, visto il transito su gomma e a piedi che quotidianamente si registra sulla provinciale in tema. E sarà bene intervenire prima che piogge ed intemperie dell’autunno/inverno prendano a flagellare la collina, indebolendo ulteriormente la stabilità dei già precari massi.
Tonino Atella






























