Il nostro slogan: “Non possiamo affidare alle forze dell’ordine la repressione dei reati di droga e poi avere nelle istituzioni assuntori di sostanze stupefacenti”

Una risposta, quella del segretario del PD regionale che non rileva la necessità di un test tossicologico, ma neanche ne smentisce  l’inopportunità. Si fa garante della totale estraneità di ogni singolo componete del PD all’uso di Droghe. un’affermazione che in assenza di  Drug Test appare agli occhi dell’opinione pubblica  poco credibile.

 

droga big

Eravamo in attesa di appurare il pensiero e la posizione del segretario regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli sul Drug Test tossicologico antidroga, dopo le voci insistenti che riportavano presunti assuntori di droga tra i 60 membri del parlamentino molisano del PD.  Ed ecco che giunge, finalmente con la slitta di Babbo Natale quale regalo, il suo intervento sull’argomento. Chiamata in causa ripetutamente nelle ultime settimane, non eravamo riusciti a contattarla. Finanche ieri, eravamo giunti a pubblicare una foto con la scritta: “se ci sei batti un colpo”. Sarà stata questa provocazione ad indurla ad intervenire, dopo un sondaggio che ha visto favorevoli al test antidroga tutti i parlamentari molisani, regionali e solo 8 membri sui 60 del direttivo e parlamentino del primo partito in regione. Si è aggregato, dando la sua disponibilità al Drug Test anche il dott. Giuseppe Laurelli, condividendo in larga misura l’idea che coloro i quali non hanno nulla da nascondere, possono naturalmente offrire la propria disponibilità per scongiurare condotte “anomale”.

Veniamo all’intervento che attendevamo con ansia, così la Fanelli ha spedito all’indirizzo della nostra redazione il seguente comunicato stampa:

“Sulla questione drug test dico la mia velocemente. Sono certa che gli esponenti dell’assemblea del Pd del Molise (i parlamentari, il presidente e gli assessori regionali, gli amministratori principali del Molise e 60 membri eletti da 17mila molisani) non hanno alcun problema con droghe o simili. Qualora vogliano dimostrarlo esibendo pubblicamente analisi, sono liberi di farlo!

Né Leva, né Ruta, né Scarabeo, né altri meno famosi tuttavia verranno obbligati dal Pd a farlo. I metodi per cui qualcuno di noi impone agli altri un test sono tipicamente squadristi, oltre che anticostituzionali, e non ci apparterranno mai, neanche oggi che stiamo cambiando pelle! Da segretario, non ne ho i poteri; da cittadina, non lo condivido.

Sono abituata per radici culturali a ritenere utile l’invasione della sfera privata nel caso in cui ci sia pregiudizio per l’incolumità o la sicurezza pubblica, e che questo possa essere imposto unicamente dall’ordinamento statuale. Non da privati, per quanto autorevoli, come le associazioni partitiche.”

Circa me, gli unici test a cui ho qualche difficoltà a sottopormi sono quelli riguardanti la glicemia. Soprattutto nel periodo delle feste!”

 

Bene, accettiamo il pensiero e il punto di vista del segretario regionale del PD, ma rileviamo con stupore, la garanzia personale assoluta su tutti i componenti del PD che nessuno fa uso di stupefacenti, cosa difficile da poter rilevare senza un Drug Test, a meno che abbia richiesto lei personalmente a tutti, un esame tossicologico, indossando il grembiulino bianco da piccolo chimico e sottoponendo ogni singolo membro del partito al taglio di una ciocca di capelli per farla analizzare, e dal risultato si sia evinto che ognuno è illibato all’uso di droghe, cosa che lascia qualche naturale dubbio e certe perplessità come l’affermazione: sono certa che nessuno ha problemi con droghe o simili!

Ci aspettavamo invece, che dichiarasse: posso garantire per me stessa, per quanto riguarda i membri del parlamentino non obbligo nessuno, ma per una questione etica, tirati in ballo, per una questione fastidiosa quali alcune voci che danno tra noi assuntori di droga, dimostriamo all’opinione pubblica che nessuno fa uso di sostanze stupefacenti, offriamo la nostra adesione ad un eventuale test tossicologico.

Certo con un po’ di amarezza e delusione continuiamo il nostro test, è stata un’attesa che si è rilevata con una risposta poco congrua, all’insegna del politichese scritto.

Intanto siamo sicuri, come lo sono fino a questo punto il 100% degli interpellati, che qualcosa deve cambiare nella legge italiana sull’argomento Drug Test. E il nostro slogan tormentone è sempre valido e non teme smentite:

“Non possiamo affidare alle forze dell’ordine la repressione dei reati di droga e poi avere nelle istituzioni assuntori di sostanze stupefacenti”.

Il caso registrato a Milano è eloquente. Un pusher riforniva di cocaina i tranvieri dell’Atm. Tossici alla guida dei tram. Come non affidereste la vostra vita ad uno di questi, così è difficile accettare che qualche amministratore, membro delle istituzioni, rappresentante del popolo o semplicemente una persona che riveste ruoli gestionali e decisionali, possa essere un tossico.

Ribadiamo la necessità di affrontare l’argomento e portarlo in parlamento per un dovuto disegno di legge, non squadrista, ma garante della morale, della politica e delle istituzioni.

Pietro Tonti

 

 

 

 

 

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