Nuovamente in aula il procedimento giudiziaro a carico di Antonio La Porta in carcere dallo scorso 25 maggio con l’accusa di aver ucciso il fratello al culmine di una lite davanti agli occhi dei familiari.
Sentiti questa mattina dal giudice in Corte d’Assise i figli della vittima che accusano lo zio e i tre carabinieri che quel giorno accorsero sul luogo sequestrando l’arma del delitto detenuta illegalmente.
La difesa continua a puntare sull’accidentalità del tragico evento. “Antonio la Porta non voleva certo uccidere il fratello. ” Diversi gli elementi adotti. Dalla perizia autoptica il colpo é entrato nella spalla ed é sceso. Probabilmente la vittima nella lite é inciampata o si é accasciata a terra e il colpo partito accidentalmemte si é introdotto nel corpo uccidendo il 65enne.
L’accusa evidenzia la detenzione illegale dell’arma. Sembrerebbe infatti che Antonio avesse sempre con se la pistola.
Intanto il giudice Abbate rinvia l’udienza al prossimo 16 Aprile.
Carla Ferrante






























