riceviamo e pubblichiamo (di Elena Niro).
Nel contado di Molise, da anni ormai, si registra un fenomeno politico che per le sue dinamiche e per la sua ciclicità, è diventato un caso da studiare: la rielezione di molti consiglieri uscenti nonostante l’incongruenza, l’incapacità e danni fatti e dimostrati durante l’intero mandato. E’ un fenomeno in forte ascesa nel Molise, a cui guardano e tendono molti politici in erba. Si potrebbe dire senza ombra di dubbio, che sia diventata una scuola di pensiero non proprio edificante.
Alle ultime elezioni regionali di giugno, grazie a questo metodo, si è raggiunto il picco massino nella storia: sono stati rieletti 13 consiglieri uscenti su 21, e come se non bastasse e a dimostrazione di quanto questo metodo sia politicamente deleterio e nefasto, sono stati rieletti i principali artefici dello sfacelo: economico, sanitario, politico e sociale degli ultimi 5 anni.
La loro rielezione è sembrata quindi il premio per l’incapacità certificata dalle classifiche di merito e dalle condizioni di degrado raggiunte.
Ma come è stato possibile che la più brutta e deplorevole classe politica che la storia di questa regione ricordi, invece di andare a casa è stata premiata?
La spiegazione risiede nel fatto che nel corso degli anni si è andato sviluppando un metodo, messo abilmente in atto da alcuni politici molisani, sempre più collaudato, che di mandato in mandato ha prodotto risultati, per loro, quanto mai postivi.
Il metodo messo su da una fetta consistente di politici molisani, si rifà al principio degli allevatori di bovini della città di Kobe in Giappone. I bovini di Kobe vengono allevati, massaggiati con cura e attenzione dai propri allevatori per ben 1100 giorni, prima di diventare i tagli di carne pregiata conosciuta i tutto il mondo. Esattamente come fanno i politici molisani con i loro elettori, Scelgono un bacino tra i 3 mila e 4 mila elettori e per 1825 giorni pari a 5 anni, li circondano di attenzioni, di premure, li crescono e li nutrono fino ad arrivare al giorno delle elezioni per mandarli nelle cabine elettorali a votarli. In pratica quegli elettori votano i detrattori politici, quelli che succhiano linfa preziosa e distruggono ogni possibilità di crescita.
Alla classe di politici che ha sviluppato questa tecnica non importa altro, è impegnata con dedizione assoluta per tutto il mandato, solo a cercare si esaudire le richieste per i loro elettori.
Si battono, cercano e producono solo in funzione del loro esclusivo bacino elettorale.
Questo fa sì che con ogni vento politico, in ogni circostanza, nonostante l’incapacità politica dimostrata, nonostante gli svariati cambi di casacca politica, quei politici vengano puntualmente rieletti.
Più questo metodo viene diffuso e sviluppato con cura e, maggiore è il disinteresse che produce nella cospicua fetta di elettorato, quella che decide di non andare a votare e che votando, probabilmente, decreterebbe altri scenari politici.
L’ultima volta è stata il 53%.
Provare per credere.





























