A fare il punto della situazione è la Cabina di regia dopo la riunione per il monitoraggio settimanale.

«Si osserva complessivamente un miglioramento dell’epidemia sul territorio nazionale con riduzione della velocità di trasmissione, riduzione dell’incidenza calcolata negli ultimi 14 giorni e diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva», osservano gli esperti.

Ma l’incidenza è ancora troppo alta per avere una gestione sostenibile. In seguito a questa valutazione tre regioni – cioè Sardegna, Puglia e Calabria – sono considerate ancora «a rischio alto», quindi sono invitate ad adottare ulteriori misure restrittive

La velocità di trasmissione dell’epidemia ha raggiunto livelli di Rt inferiori a 1 in molte Regioni. L’indice Rt medio scende a 0,91 si assesta sopra 1 solo in Calabria, Lazio, Molise, Toscana e Veneto. La classificazione del rischio resta “Alta” solo in Calabria, Puglia e Sardegna. Quasi tutta Italia in scenario 1 ad eccezione di Lazio, Molise (1,38) e Veneto in scenario 2.

Ma non bisogna abbassare la guardia. “L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri”, si legge nel monitoraggio.

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