Il blitz antidroga di ieri conferma l’impegno dei Carabinieri nella lotta allo spaccio di stupefacenti, ma allo stesso tempo evidenzia ancora una volta come i Cat sono diventati a tutti gli effetti basi per lo smercio di droga in città.

Nel corso dei controlli i militari hanno sequestrato circa 300 grammi di hashish e la posizione di alcuni immigrati è al vaglio della magistratura. Gli ospiti dei Cat sono stati lasciati a se stessi, senza dar loro assistenza seria, né strumenti adeguati per potersi inserire nel mondo del lavoro. Pochi sono i diplomati e i laureati si sono adattati a fare i lavori più umili, pur di portare il pane a casa.

Le strade di Isernia sono state riempite di mendicanti presenti davanti ai supermercati, spacciatori che bivaccano tutto il giorno nell’area della stazione ferroviaria e nella villa comunale. Le risorse si sono integrate bene con i balordi e gli spacciatori locali con i quali si contendono le piazze di spaccio.

La maggioranza di costoro continua a delinquere liberamente e ripetutamente, perché l’unica misura che viene al limite applicata è quella del foglio di espatrio o la denuncia a piede libero, per cui restano in giro a continuare a fare i comodi loro.

Una piaga, quella dello spaccio, che sembra non trovare guarigione nonostante i numerosi arresti, le operazioni antidroga, le campagne di sensibilizzazione. Già perché se lo spaccio infittisce le pagine della cronaca, il consumo invece rimane una insidia tanto silenziosa quanto devastante.

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