Circola da tempo a Venafro e qualcuno continua ad attivarsi perché, quella che al momento è solo una idea meglio un desiderio, possa prima o poi realizzarsi, anche se i problemi non mancano. Trattasi della realizzanda statua a mezzo busto riproducente San Marciano, Martire cristiano venafrano del 303 d.C. colpito dalla lama del boia pagano ai tempi dell’Imperatore Diocleziano ed onorato a Venafro unitamente al fratello San Nicandro ed alla cognata Santa Daria, che formano la storica triade dei Santi Martiri venafrani. Solo che mentre del Patrono San Nicandro la città custodisce il Sarcofago nella cripta sottostante la Basilica, ha il veneratissimo Busto argenteo e la Testa/Reliquario, e di Santa Daria la città possiede l’Urna Reliquaria con ossa dei martiri cristiani prelevate dalle catacombe dell’antica Roma e da Santa Romana Chiesa “battezzate” quali resti della Martire ed oggi tali venerate, di San Marciano Venafro non possiede alcunché ! Solo la sua immagine pittorica sulla tela dell’altare principale in Basilica opera dell’olandese Hendricks, nonché l’ipotetica sua sepoltura -mai comunque ufficialmente dimostrata- nella citata cripta in Basilica, dove appunto una targa nominativa fissata alla parete indica il punto esatto dove ci sarebbero i resti di San Marciano. Dello stesso Santo esiste altro quadro nella Chiesa Madre di Ravenna. Di fatto però del fratello maggiore del Patrono, a sua volta ufficiale dell’esercito dell’antica Roma e si vuole di grado militare superiore a San Nicandro, Venafro non ha nulla. Questo appunto continua ad indurre tanti venafrani a pensare alla realizzazione dell’immagine sacra che riproduca San Marciano, così da completare la Triade dei Santi della città, cioè San Nicandro, San Marciano e Santa Daria. Tema però che, come detto, divide la città. Da una parte coloro che concordano, dall’altra quanti sostengono che ci sarebbero troppe statue da portare in processione e consigliano di lasciar stare. Chi invece, tra le trascorse figure religiose di spicco del territorio venafrano, si espresse d’acchito a favore dell’idea fu l’allora Vescovo d’Isernia/Venafro Mons. Visco. Questi, informato dell’iniziativa in itinere da un gruppo di fedeli venafrani che la illustrarono allo stesso Pastore Diocesano nella Curia Vescovile, ebbe ad affermare “Idea lodevole e certamente da portare avanti !”. Subito dopo però intervennero “freni” sostanziali a Venafro, dal che il rallentamento del tutto sino al suo affossamento !Adesso, a distanza di decenni da allora, il discorso riprende quota grazie all’attivarsi di chi continua ad attivarsi al riguardo. Ed ecco i contatti con una fonderia, la bozza della nuova opera, il preventivo ect. “Quindi – si dirà – si è partiti ufficialmente perché Venafro abbia il Busto di San Marciano ?”. No, se ne sta solo riparlando ! E’ già tanto, ma niente di ufficiale e definitivo. Difficoltà e problemi al momento prevalgono sull’avvio vero e proprio della realizzazione della nuova immagine, per cui questo organo d’informazione giusto il diritto di cronaca ne riferisce, fermo restando la necessità di tant’altro ancora perché si proceda. Nel frattempo è bello, pensiamo, per i fedeli venafrani “vedere” San Marciano, dal che la pubblicazione di più bozzettidell’ipotetico busto del Martire. Se un giorno si materializzerà il tutto ? Difficile dirlo …






























