È quanto emerge dall’ultimo report sull’andamento dell’epidemia relativo al periodo 22-28 febbraio. Per quanto riguarda l’indice Rt sale dallo 0,99 della scorsa settimana.

Ospedali sempre più sotto stress. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% contro il 24% della scorsa settimana).

Le Regioni più in emergenza – secondo i dati dell’Agenzia per i servizi sanitari (Agenas) aggiornati a ieri sera – sono l’Umbria con il 58%, il Molise al 54% (in forte salita) e la Provincia autonoma di Trento (51%).

Con la variante inglese che viaggia al 54% e quella brasiliana al 4,3% c’è molta preoccupazione da parte dei tecnici sull’andamento dell’epidemia. In effetti i casi stanno salendo.

Verso i nuovi colori delle regioni

Campania e Abruzzo potrebbero raggiungere in rosso Basilicata e Molise e l’Italia del Nord potrebbe tingersi quasi interamente d’arancione con Veneto e Friuli Venezia Giulia che si aggiungono a Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana.

Uniche macchie gialle Valle d’Aosta e Liguria. In centro Italia, il governatore delle Marche manda in zona rossa le intere province di Macerata e Ancona, dovrebbe resistere in giallo il Lazio, con Rt appena sotto 1, mentre al sud rischiano il passaggio in arancione Puglia e Calabria. Conferma in giallo per la Sicilia e in bianco per la sola Sardegna.

Secondo quanto si apprende dalla Cabina di regia “si ribadisce che anche alla luce dell’aumento sostenuto dalla prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità si impone di mantenere una drastica riduzione dell’interazioni fisiche ed è necessario un rafforzamento delle misure su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione del fenomeno”.

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