Ma il disappunto esternato al Premier scaturisce non solo dalla constatazione che detta norma non va affatto nella direzione di aiutare le piccole e medie imprese, ma anche e soprattutto da alcuni casi concreti accaduti in questi giorni nella nostra Regione, ove si è verificato che per mero errore di barratura di caselle inerenti i moduli per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive, imprese associate si siano viste applicare con una celerità che poco si addice alle Amministrazioni Pubbliche le sanzioni di cui alla legge in argomento, mediante incameramento delle cauzioni provvisorie, con l’assurdo che le medesime aziende dagli stessi Enti appaltanti vantano crediti non riscossi da almeno un paio d’anni.
Il paradosso – ha sottolineato l’ACEM nella nota – è che nel mentre la P.A. applica con estremo rigore e celerità la L. n. 114/2014, non rispetta con altrettanto rigore e celerità il decreto legislativo n. 192, del 9 novembre 2012, di recepimento della direttiva europea sui pagamenti alle imprese, che obbliga ad onorare entro 30 giorni o al massimo 60 le transazioni commerciali, per cui se si non si riuscirà a ripristinare gli equilibri nei rapporti tra il Pubblico ed il Privato sarà vana ogni riforma e non si verrà mai fuori dalla crisi in atto.































