RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In riferimento all’articolo ANSA uscito nella giornata di ieri e da Voi ripreso, sono a fare alcune necessarie precisazioni.
Mai né io né tanto meno il mio Assistito abbiamo in alcun modo confermato l’episodio delle percosse.
Alessio Di Bernardo è innocente.
Anzi, per tutta la discussione durata più di tre ore, ho evidenziato una ad una tutte le incongruenze e contraddizioni dell’apparato probatorio che ha portato – ingiustamente – ad attribuire le eventuali percosse al mio Assistito.
Ciò che in realtà ho precisato è che – indipendentemente da chi le abbia poste in essere (e non è stato Alessio Di Bernardo) – non si è trattato in alcun modo di un violento pestaggio come da anni la stampa e i media falsamente diffondono.
Stefano Cucchi è stato vittima di uno schiaffeggiamento e di una spinta che lo ha fatto cadere di bacino al suolo.
Questi sono i dati reali ed oggettivi che si possono leggere nelle carte processuali ed in particolare nelle risultanze della perizia medica.
Nessun pestaggio a sangue, nessun pestaggio mortale. Nessuno ha picchiato selvaggiamente Stefano Cucchi.
Basta con le bugie mediatiche.
È morto perché in ospedale è stato oggetto di gravi negligenze mediche.
Ed in particolare- secondo i Giudici che accusano Di Bernardo – perché i sanitari dimenticarono di controllare il catetere, che si ostrui’ e gli causò una distensione vescicale abnorme e mortale (circa 1400 cc di urina non drenata).
Dunque Alessio Di Bernardo è innocente, ma chiunque abbia schiaffeggiato e spinto Cucchi non può certo scontare una infamante accusa di omicidio preterintenzionale visto che il ragazzo non è morto in conseguenza di tali modeste lesioni.
Tra l’altro chi ne ha determinato la morte (ossia i medici e vi è sul punto sentenza definitiva di condanna) ha già pagato sia penalmente che civilmente, risarcendo con più di un milione di euro la famiglia Cucchi.

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