Dietro le quinte dell’affare rilancio Arena GAM velato dalla società Aria Food Spa di Diego Volpe Pasini si potrebbe celare una vecchia conoscenza della gestione Arena, il manager venafrano Dante Di Dario.
Quali i segnali e gli indizi che porterebbero nella direzione del manager venafrano a grande burattinaio dell’operazione GAM 2015 targata Aria Food?
Nel 2011 avrebbe affermato Di Dario: “mi riprenderò la GAM a costo zero”.
Solo un anno prima, nel 2010, il dottore commercialista venafrano, ormai arrivato a fine corsa con l’azienda oberata di debiti, passava la mano dell’Arena alla quotazione «simbolica» di 100mila euro. Nonostante tutto, non molla e chiede alla regione Molise di rifinanziare il tutto, Iorio risponde picche e non se ne fa niente.
Dante Di Dario esce di scena? Forse o forse no.
Intanto la filiera avicola boianese crolla nella crisi più profonda di tutti i tempi e dell’antico splendore degli anni 80/90 del marchio Arena restano solo macerie: circa 4000 disoccupati nell’intera filiera produttiva, capannoni vetusti e tanti debiti.
La regione Molise con la maggioranza delle azioni, resta con i molisani, solo con una crisi occupazionale senza precedenti ed un pugno di mosche in mano.
Senza soffermarci sull’amministrazione controllata, le proposte di privati esterni, non arrivano a rilevare o a proporre progetti industriali di rilancio sostenibile, o quelle poche che giungono non sono credibili.
Si arriva al 2013.
I molisani decidono nelle urne di rottamare il governo Iorio e Paolo Frattura diventa presidente, le cose comunque non cambiano per la GAM, ma nemmeno il personale, tra cui chi è ancora nell’azienda a gestire nella stanza dei bottoni, come la ex segretaria di Dante Di Dario Avv. Carmela Lalli.
Normalmente con un cambio al vertice amministrativo si poteva pensare di sostituire, vista la maggioranza regionale nelle azioni, tutto quello che rappresentava il passato, anche persone di estrema fiducia del manager Di Dario come Carmela Lalli, invece no, vi è una strana continuità di azione e lo” spoils system” non viene applicato da Frattura.
A ridosso della fine del 2014 si giunge ad un bivio fondamentale.
Arriva la proposta di Aria Food Spa, di piano industriale di un friulano forzista e condannato per bancarotta a rilevare la filiera dello zucchero termolese e la GAM con il marchio Arena fresco, svenduto a pochi spiccioli, con un piano industriale credibile secondo la Regione, che lo accoglie a fine novembre scorso come manna risolutiva di tutti i mali endemici della filiera avicola.
Piccolo dato, la regione deve rimetterci 11 milioni di euro per ripianare parte dei vecchi debiti e 16 milioni di euro di fondi ( il 50% degli investimenti di rilancio previsti dal piano industriale di Aria Food Spa).
Chi è stato il regista di tutto questo disegno?
Certamente difficile pensare che dal Friuli, da Udine, gli interessi di Volpe Pasini, siano stati catalizzati sulla Gam da un miracolo.
Qualcuno molto addentro alla Gam ha costruito con intelligenza, proposto e convinto, magari un amico, a rilevare, pian piano, ad entrare prima nello Zuccherificio e poi nel comparto avicolo. Tutte aziende intrise di debiti, come qualcuno, sa ben fare, e lo ha dimostrato negli anni come imprenditore nell’alimentare rastrellando vari marchi più o meno in difficoltà, a metà degli anni ’90 (da Mare Pronto ai polli Garbini, a Nova Surgelati, alle catene di pizze Tipico fino a sottomarche di gelati come Cremeria del Lattaio che faceva il verso a un noto marchio della Nestlè), oltre al marchio Arena.
Qualcuno intriso di ogni singolo movimento ed artefice di astronomici fatturati e della successiva disfatta della Gam Arena, magari manovrava nell’ombra. Un personaggio che, nella stanza del controllo dell’azienda, ancora continuava ad avere la sua pedina di estrema fiducia.
C’è anche, chi sosterrebbe di aver visto l’avvocatessa Lalli , lanciarsi in una pacca sulla spalla di Volpe Pasini a conclusione della conferenza stampa di presentazione del piano industriale, come a dire: le cose stanno andando per il verso giusto.
Il quadro a questo punto potrebbe essere chiaro e la promessa rivolta all’ex governatore Iorio di riprendersi a costo zero la GAM potrebbe essere mantenuta, non solo a costo zero, ma senza maestranze e con di nuovo grandi investimenti pubblici.
Solo Mandrake avrebbe fatto meglio.
Pietro Tonti































