In attesa del reportage esclusivo sulla ribattezzata Villa Degli Orrori



Tutti occupati con la cronaca ad indicare i mostri. Questa volta si celerebbero in una struttura moderna, dall’aspetto curato una Villa. Una residenza preludio dell’inferno dantesco del “lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Come descrisse in conferenza stampa il Procuratore capo della Repubblica di Isernia Paolo Albano, queste strutture che ospitano persone anziane o malate di mente, hanno nomi sempre floreali e dolci: Villa Flora, Villa delle Ginestre, Villa delle Rose etc. ma in effetti nascondono tanta sofferenza, il preludio all’ultimo viaggio, l’imbarco verso l’aldilà. Ne sono consapevoli gli ospiti, malati ingestibili dalle famiglie, mutilati, con patologie psichiche o semplicemente soli: assolutamente soli. Il caso oramai divenuto nazionale della cosiddetta “Villa degli orrori” di Montaquila ha lasciato tutti sgomenti ed increduli. Tutti pronti a non offrire nemmeno una chance a chi si sarebbe macchiato di crimini efferati, trattando come bestie malati di mente, abbandonati a se stessi, nudi nella promiscuità in attesa di essere lavati, picchiati etc. Il cannibalismo mediatico dei social network ha già processato e condannato Franco Rossi, l’amministratore di fatto di Villa Flora e tutti i 13 indagati, in un ritorno al medioevo, in questo caso tecnologico, dove se dici e affermi il contrario della massa sei un escluso e per fortuna non è possibile la persecuzione fisica attraverso il web, altrimenti ti porrebbero al rogo. L’articolo in cui descrivevo la mia positiva esperienza a Villa Flora per la degenza durata un anno di un mio stretto parente, ha ricevuto nella maggioranza dei casi, centinaia di dissensi e pochi consensi. Semplicemente per il fatto che ne stessi parlando bene, come da verità effettuale delle situazioni vissute in prima persona. Nella cronaca mediatica data in pasto alla stampa, di fatto si è parlato di immagini di inaudita crudeltà, riprese dalle telecamere nascoste dei Nas. Quelle viste dal pubblico televisivo della cronaca, come riferito dai responsabili della struttura, rientravano nel contesto di normalità in un luogo dove vi sono 6/7 malati psichici a cui rivolgere attenzioni particolari, in quanto possono risultare pericolosi per se e per gli altri. Villa Flora nei suoi tanti nuclei, ne possiede uno, autorizzato e organizzato per poter ospitare in 4 stanze un massimo di dieci persone. Le stanze che questa mattina abbiamo visitato, sono necessariamente senza elementi che possano creare problemi a questi poveri individui. In alcuni casi sono state tolte le maniglie alle porte dei bagni e asportato – per ordine degli psichiatri – tutto quello che potrebbe essere usato come corpo contundente e nuocere a loro stessi e agli altri. Per assistere queste persone per otto ore di turno al giorno si devono possedere dei requisiti speciali, questi operatori sono educati alla sopportazione, a gestire situazioni al limite. Posso testimoniare che in un anno intero con frequentazione quotidiana di quella struttura, ho visto delle operatrici prendersi schiaffi, pugni e sputi in faccia, senza il minimo di ribellione o di vendetta. Sempre cortesi e pronte ad intervenire ed instaurare un dialogo con persone – ve lo assicuro – molto difficili. Ho avuto la possibilità questa mattina di realizzare un reportage che è in via di montaggio e pubblicheremo in esclusiva su futuromolise.net – proprio nella clinica incriminata. Il Direttore della struttura – Pietro Rossi – ci ha accompagnato nel tour in ogni nucleo, perfino nel reparto definito “degli orrori”. Commentando le immagini che erano andate in onda, riprese dalle telecamere dei Nas in un controllo ispettivo da circa un anno e andate in onda sulle tv locali e nazionali, il titolare di Villa Flora ci ha spiegato che si trattava di due ospiti nel corridoio che stavano litigando e un operatore li stava dividendo: situazioni che capitano purtroppo spesso, ma inevitabili, dato lo stato mentale degli ospiti. Per quanto riguarda le immagini che riprendevano, una paziente sdraiata sul letto che giaceva sopra una busta nera dell’immondizia aperta come un lenzuolo, la giustificazione è stata la seguente: se tra un cambio di gomma di contenimento delle urine in attesa che gli operatori sostituiscano il lenzuolo in pvc, si poggia per 2 minuti una busta per salvare il materasso da un getto di urina improvviso di un paziente, che vuole per forza, stendersi in quel momento sul materasso, non rientra nella normalità assoluta, ma può accadere. Mettiamo in un cassetto i particolari a cui lasciamo agli inquirenti e alla difesa giustificare e commentare. Nessuno si chiede per quale motivo i parenti delle presunte vittime di maltrattamenti e di situazioni al limite della decenza, sono silenti e non intervengono. Per quale motivo il nucleo incriminato tra i tanti di Villa Flora, con all’interno 6 degenti malati psichici “particolari” non è stato chiuso immediatamente e ancora oggi i malati sono ricoverati in quella struttura? Siamo certi che i parenti di queste persone, sono molto preoccupati, se Villa Flora dovesse chiudere i battenti, si ritroverebbero nella situazione iniziale, a vagare per mezza Italia nell’attesa vana che qualche struttura possa ospitare il loro malato grave che finalmente aveva trovato una sistemazione. Se provate a farvi un giro a Montaquila, difficilmente troverete qualcuno disposto a parlar male della struttura o di Franco Rossi. Dal 1980, sono passati quasi 35 anni dall’inaugurazione della RSA che ospita pazienti non autosufficienti – si legge nella Home del sito di Villa Flora – con un’area dedicata ai malati di Alzheimer.
Dal 1980, si è sempre occupata di soggetti indigenti e con condizioni complesse, come disagi legati alla terza età, handicap e deficit psichici. Da quella data, centinaia di degenti e di famiglie hanno frequentato quelsta struttura, riammodernata e resa più accogliente nel corso degli anni, ma di denunce e casi come questo che la cronaca riporta non si sono mai verificati. Cosa è accaduto allora vi starete chiedendo, le immagini che la Procura ha girato e non rese pubbliche, a detta del Procuratore, sono raccapriccianti, oltre a quelle che potrebbero rientrare nella normalità gestionale di un luogo molto complesso da gestire come accennato in precedenza. La verità verrà a galla senza alcun dubbio. La giustizia italiana pur se lenta, raggiunge sempre il risultato di far chiarezza e di condannare chi ha sbagliato, se ha sbagliato. Per quella garanzia che deve necessariamente contraddistinguere un paese civile e moderno, lasciando aperta la porta ad errori reali o di valutazione, a intercettazioni telefoniche da porre al vaglio di inquirenti e difesa, non giudichiamo a priori senza un processo, solo per scaricare le proprie frustrazioni di vita sulle disgrazie degli altri commentandole per il gusto perverso di scovare il mostro a qualunque costo. Fino a giudizio concluso, fortunatamente, per il democratico stato italiano: i mostri sono solo fantasmi.
Pietro Tonti






























