di Christian Ciarlante
Nulla quaestio sulle criticità ataviche che interessano la nostra rete stradale regionale, la pessima situazione, è ben nota a tutti. Strade pericolose, dissestate, rattoppate, una croce con cui devono fare i conti tutti i molisani che si mettono al volante. Ne abbiamo scritti di articoli di denuncia con la speranza di veder cambiare qualcosa, ma nulla è accaduto. Oggi, dobbiamo fare i conti con gli stessi problemi che ci portiamo dietro da tempo immemore. Detto questo, si puo’ iniziare a discutere di quanta responsabilità hanno gli automobilisti indisciplinati che ogni giorno precorrono le strade del Molise.
L’esempio più classico per rendere bene l’idea del pilota indisciplinato, è quello di ‘Bruno Cortona’ (interpretato dal compianto Vittorio Gassman nel celebre film “Il sorpasso”), quarantenne vigoroso ed esuberante, amante della guida sportiva e delle belle donne, al volante della sua Lancia Aurelia B24 convertibile, che vaga alla ricerca di un pacchetto di sigarette e di un telefono pubblico. E proprio il suo modo di guidare e il porsi come padrone della strada, lo conducono ad una tragica dipartita.
Un grande percentuale di automobilisti non rispetta le regole quando è alla guida. Sono i dati a confermarlo, ma è anche sotto gli occhi di chi tutti giorni si mette al volante per svariate ragioni. Si predica bene, ma si razzola male. Troppi comportamenti, sicuramente deplorevoli, mettono a repentaglio la vita delle persone. In Molise, la scia di sangue post ‘lockdown’, ha ripreso il suo drammatico percorso in modo impressionate, con un numero di morti e feriti, nel breve periodo, da brividi. Tutto questo deve farci riflettere, dobbiamo ricordarci che quando siamo alla guida ci sono delle regole che vanno rispettate. Condotte di guida scorrette e sconsiderate causano alcuni tra i più gravi delitti stradali.
L’effetto deterrente della patente a punti, sembra essere svanito, così come l’inasprimento delle norme per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Neanche il reato di omicidio stradale riesce a far cessare la sequela di tragedie sulle nostre strade regionali. Purtroppo, i controlli, però, non sono ancora sufficienti e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. Altro elemento alla base dei numerosi incidenti stradali che si verificano quasi ogni giorno, è la disattenzione dovuta all’uso cronico e spasmodico del cellulare.
Il guidatore, una volta al volante, diventa spavaldo, schiaccia sull’acceleratore e si crede invincibile: sorpassi azzardati, stop non rispettati, precedenze non date, distanza di sicurezza non rispettata, etc… Quante volte durante il giorno ci capita di assistere a manovre pericolose e infrazioni commesse dagli automobilisti che ci viaggiano attorno? Tante, e quante ne commettiamo, magari per distrazione o indolenza, quando siamo al volante?
Guidare con la cintura di sicurezza o indossare il casco se si va in moto può fare la differenza, in caso di incidente. Eppure, nonostante ciò, la sicurezza stradale non è tra le priorità per automobilisti e motociclisti che sono lontani dall’applicare alla lettera quanto richiesto dal codice della strada. L’educazione stradale è una delle priorità per promuovere tra i giovani la cultura della sicurezza in strada.
Tutto questo, però, non solleva la politica regionale dalle sue responsabilità. Lassismo, pressapochismo, mancati investimenti sulla rete viaria molisana, hanno creato le condizioni per rendere sempre più insicure, giorno dopo giorno, le nostre strade. Non è con annunci, promesse e propaganda che si risolve il problema e si arresta la scia di sangue, questo sia chiaro.






























